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Perché un sito non può costare 300 euro

Pubblicato il 8 Settembre 2009 alle 06:16 am | Archiviato in Web design 

Anche se il web è pieno di offerte di siti per 300 euro, questo non è certo il prezzo giusto per lo sviluppo di un sito web. Ho scelto la cifra 300 quasi a caso, ma troverete offerte anche per 50 euro. Basta cercare.

Prima di pensare a quanto possa costare il vostro bel sito, prima di convincervi che il prezzo non può essere di 4 o più cifre, è bene che capiate che cosa c’è dietro la realizzazione di un sito internet. Che cosa si nasconde dietro le quinte.

Le conoscenze del web designer

La parola web designer, la figura professionale del web designer, è stata scelta semplicemente perché mi riguarda, ma avrei potuto usare la parola generica web master, così come qualcuno potrà usare la parola programmatore, ecc.

Ogni professione richiede determinate conoscenze, che vengono messe in pratica durante il lavoro.

Conoscenze grafiche

Un sito è costituito ovviamente da una parte grafica. Il web design richiede quindi specifiche conoscenze in ambito grafico. Ma anche attitudine e abilità e gusto estetico.

Per creare la grafica di un sito occorre conoscere determinati programmi di grafica, come photoshop e illustrator. E questo richiede tempo.

Conoscenze di linguaggi per il web

Un sito, così come lo vedete, è soltanto l’interpretazione che un browser dà al codice scritto dal web designer. Un sito è formato da numerose righe di codice.

Per lo sviluppo di un sito occorre conoscere principalmente il linguaggio HTML, ora anche l’XHTML, che sono linguaggi di marcatura, e il CSS, i fogli di stile, a cui si affida la tipografia del testo e la gestione degli elementi di una pagina web. Per alcuni tipi di siti sono richieste conoscenze dei linguaggi PHP e ASP.

Conoscenze di usabilità e accessibilità

Per qualcuno il termine usabilità non significa nulla, ma l’usabilità è un fattore essenziale nello sviluppo di un sito. In termini semplici, un sito deve essere facile da usare. L’usabilità misura quindi l’interazione utente-sito.

L’accessibilità, invece, è la qualità di un sito di fornire le informazioni a quanti più utenti possibile. Un sito realizzato completamente in flash non sarà accessibile a utenti con disabilità visive, per esempio.

Tutte queste conoscenze entrano in campo nella progettazione di un sito web.

Conoscenze di navigabilità

La struttura di un sito deve essere pensata in modo tale da risultare facilmente navigabile dall’utente. Un utente non può passare un’ora in un sito per capire come arrivare a una determinata pagina.

Come l’utente, anche i motori di ricerca devono poter navigare velocemente all’interno del sito.

Definire una buona struttura di navigazione fa parte dei compiti del web designer, in fase progettuale: ripartire la materia, le informazioni, in modo da ottenere una struttura semplice e leggera che faciliti le ricerche all’utente.

Conoscenze di ottimizzazione per i motori di ricerca

Una pagina web deve essere ottimizzata per i motori di ricerca: deve, cioè, poter raggiungere la massima efficienza nei risultati di una ricerca da parte degli utenti. Deve essere trovata, in breve.

Una pagina web, quindi, deve soddisfare alcuni requisiti. Ogni elemento della pagina, dal titolo al nome, dal testo alle immagini, deve essere ottimizzato per i motori.

Chi sviluppa un sito deve conoscere almeno le basi della search engine optimization (SEO).

Conoscenze di web marketing

Nello sviluppo di un sito sono richieste anche conoscenze di marketing applicato al web. Questo non significa che un web designer si occupi anche di web marketing, ma che, in fase di progettazione e realizzazione del sito, deve tenere conto di alcuni concetti base.

Consigliare un hosting gratuito, ad esempio, significa ignorare i rudimenti minimi della promozione online. Lo sviluppatore deve essere in grado di dare al cliente i consigli più basilari per la creazione del suo sito.

Autoformazione continua

Non si finisce mai di imparare. Le conoscenze, in materia di web, sono infinite. Il web è un argomento che si evolve di continuo. Quello che valeva 5 anni fa, adesso non conta più.

Per poter continuare la professione di sviluppatore bisogna quindi stare al passo coi tempi. Bisogna studiare ogni giorno. Leggere tutto ciò che offre la rete. Bisogna partecipare a discussioni nei propri ambiti lavorativi, nelle comunità online come blog, forum e social media.

Il lavoro del web designer

Grazie alle sue conoscenze, il web designer è in grado di creare un sito perfettamente funzionante, facilmente indicizzabile, usabile e navigabile.

Quale lavoro si cela dietro un sito?

Si parte dallo studio e dalla progettazione del sito, quindi alla realizzazione della grafica, alla scrittura del codice che costituirà la struttura del sito stesso, si dovranno scrivere i contenuti, impaginarli, in alcuni casi si dovrà installare un sistema di gestione dei contenuti, come nel caso dei siti di commercio elettronico e dei blog e, infine, si effettueranno i test di navigazione online.

Studio e progettazione del sito

La prima fase dello sviluppo di un sito è la sua progettazione. E questa viene effettuata su carta. Scrivendo appunti, note, facendo schizzi su una possibile grafica, per poter disporre la materia nel modo più gradevole e semplice possibile.

Non c’è un tempo definito per terminare la fase progettuale. Può anche protrarsi per un mese. O più. Dipende dal progetto, dal sito e dalle sue funzioni.

Scrittura dei contenuti

Una volta terminato il progetto si passa a scrivere i contenuti. La scrittura dei contenuti dovrebbe essere affidata a chi sa scrivere e a chi sa scrivere per il web.

I testi devono essere scritti in maniera semplice ed approfondita, tenendo conto dell’utente finale, del reale utilizzatore del sito.

Realizzazione della grafica bitmap

Con un programma di grafica, in genere Photoshop, si prepara la grafica del sito. Si simula, in un certo senso, una pagina web: in un’unica immagine il cliente potrà vedere come sarà il suo sito, distinguere i menu di navigazione, la testata, la parte dedicata ai testi, ecc.

Il lavoro richiede diverse ore, in funzione del tipo di grafica richiesta dal cliente e anche dalla tipologia stessa del sito.

Una volta approvata la grafica, si prepareranno le varie immagini che la comporranno, come sfondi, angoli, banner, ecc.

Web design del sito

In base al layout grafico il web designer creerà la struttura in XHTML e CSS, su cui si baserà il sito. Quindi, in breve, dovrà creare una pagina web esattamente identica all’immagine grafica che ha mostrato al cliente.

Questo richiede buone conoscenze dei CSS, i fogli di stile, poiché il sito dovrà essere compatibile coi maggiori browser di navigazione.

Installazione di CMS

Se il caso lo richiede, si dovrà installare un CMS, un sistema di gestione dei contenuti, come nei casi di blog e siti di e-commerce. L’installazione prevede la creazione di un database e poi la configurazione nel server del CMS.

Al CMS installato dovrà essere “montato” il layout del sito appena creato.

Tipografia del testo

L’impaginazione dei contenuti è un altro lavoro inerente lo sviluppo di un sito. I testi non possono essere copiati e incollati da un editor di testo a una pagina web.

Ogni pagina deve essere mostrata all’utente nel migliore dei modi, con titoli e grassetti che richiamino l’attenzione, con brevi paragrafi che facilitino la lettura.

Test di navigabilità

Una volta pronto, una volta messo online, si procede coi test di navigabilità, per controllare che tutto funzioni, che non manchi nulla.

Se il sito risponde a perfezione, allora il lavoro è finito. Il web è stato arricchito di un nuovo sito.

L’esempio dell’idraulico

E’ un classico, è stato fatto miliardi di volte, ma è un esempio che funziona sempre. Se siete disposti a pagare 100 euro a un idraulico che ha cambiato una guarnizione al vostro lavandino, per 20 minuti di lavoro, perché non ne volete pagare 1000 a un web designer che ha lavorato per un mese sul vostro bel sito?

Ai posteri l’ardua sentenza.


Commenti

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52 commenti a “Perché un sito non può costare 300 euro”

  1. Pikadilly il 8 Settembre 2009 07:36

    Ciao Daniele,
    io la vedo molto dura se si ha ancora il bisogno di spiegare perché un sito non può costare un tot di euro.

    Ogni lavoro ha la sua difficoltà, ma questa difficoltà viene mal recepita perché se guardi bene, in società, le retribuzioni per il lavoro svolto sono sballate completamente.

    Ad esempio, l’operaio lavora 8 ore al giorno e se gli va bene prende 700 euro al mese, non è così per un dottore che ne prende almeno il doppio, o peggio, quelle figure “professionali” conosciute come divette e starlette che prendono quello che io da sola non riesco a guadagnare in quattro mesi.

    Le persone non sanno più dare valore alle cose e purtroppo sta a noi far loro capire che un sito non è una maglietta del cinese, è un istancabile lavoratore che non si prende mai ferie, ma senza andare troppo nei dettagli, tanto non li recepiscono come importanti.

    Con internet è ancora peggio, loro associano internet al gratuito e credono che tutto debba essere gratis.

    Hai fatto bene a scrivere questo post, ma la maggior parte dei lettori dovranno essere i finti smanettoni che si sono adagiati a vivere sulle spalle dei seri webmaster, non i clienti. ;)

    Io sono sempre più convinta che se la costruzione di un sito web si facesse mediante un codice markup difficile e incomprensibile, avremmo meno webmaster da 300 euro. Ancora meglio se i cms open source smettessero di circolare, allora in quel caso almeno il 70% dei sedicenti webqualcosa andrebbe a casa. ;)

  2. Daniele Imperi il 8 Settembre 2009 07:54

    Ciao Piccadilly, anche secondo me la colpa è degli smanettoni che si svendono. Ma è anche di molti clienti che non danno valore a un sito web.

    Come dici tu, per molti internet è associata al gratuito, ma c’è anche tanta ignoranza in giro. Sono ben pochi quelli che capiscono cosa ruota dietro lo sviluppo di un sito.

    Secondo me andrebbe fatto un webinar a tutte le aziende e i professionsiti italiani, per insegnare loro tutto ciò che è realmente un sito.

    Sull’uso dei cms open source non sono molto d’accordo: anche con quelli se non sai bene dove mettere le mani, se non sai ottimizzarli né personalizzarli a dovere secondo le vere esigenze del cliente, ci fai ben poco.

  3. Pikadilly il 8 Settembre 2009 09:10

    Non può essere colpa dei clienti perché non sono loro a fare i prezzi e soprattutto perché, per come la si guardi, un sito web non è un bene primario come cibo, vestiti, consulenze mediche e legali, per questo non hanno parametri per valutare un sito. E’ logico che nel momento in cui si dà loro il potere di decidere quanto pagare, si orientano verso il costo minore. ;)

    Io parlo di quelle persone che fanno siti SOLO con Joomla!, wordpress ecc. Prendono un template già fatto, due smanettate ed ecco che lo vendono come se fosse un sito fatto da capo a piedi dal “webmaster”.

  4. Claudio Gagliardini il 8 Settembre 2009 09:53

    Vado un po’ controcorrente, come al mio solito. Il problema, secondo me, sta nello stabilire cosa sia un sito e se magari non sarebbe ora di iniziare a dare un nome alle diverse tipologie di prodotti e di servizi da noi offerti. Dire che un sito non può costare 300 euro è un po’ come affermare che una macchina non ne possa costare 5.000, cosa in parte vera, ma il mercato offre molteplici opportunità e prezzi assolutamente discordanti e per tutte le tasche, dai 500 euro dell’usato ai 500.000 ed oltre delle fuoriserie.
    Esistono diversi prodotti e differenti clienti, esigenze e gusti diversi, possibilità economiche a tutti i livelli. I prezzi li fa il mercato. E’ giusto tutelare il lavoro e le professionalità dei tecnici del web, ma credo sia inutile e sciocco fare ragionamenti generici e poco costruttivi. Quello che dovremmo fare, invece, è adoperarci perché il nostro mestiere abbia la giusta considerazione istituzionale e legislativa e perché si facciano finalmente i giusti distinguo e la gente capisca con chiarezza cosa può comprare e a che prezzo.
    Buon lavoro a tutti!

  5. Daniele Imperi il 8 Settembre 2009 10:09

    Claudio io non ci guadagno nulla a creare un sito, anche di 3 pagine, a 300 euro.

    E’ per questo che ho scritto questo articolo ed elencato competenze e reali lavori che svolgo durante lo sviluppo di un sito.

    Il prezzo non può essere fatto in base al cliente, secondo me. Il prezzo va fatto in base al lavoro.

    Il problema, per me, è la scarsa considerazione che si ha ancora nei confronti del web e delle varie figure professionali che ci lavorano.

  6. surfweb il 8 Settembre 2009 13:36

    Ciao.

    Io sono pienamente d’accordo sul fatto che un sito non può essere fatto pagare 300€ semplicemente perchè per quella cifra il cosiddetto cliente può farsi benissimo un sitarello da solo con tutti gli strumenti gratuiti in circolazione.

    No è affatto vero che i cms open source tolgono lavoro in quanto è solo una falsa diceria che chiunque possa creare un sito con joomla o wordpress perchè semplici.

    La stessa interfaccia di queste applicazioni, l’aggiornamento di un sito richiede conoscenze che normalmente le persone non hanno. Si immaginano che sia tutto fattibile con un click e questo si sa non è vero.

    Queste piattaforme aiutano moltissimo ma sicuramente più è complesso il lavoro da svolgere e più sarà complesso tenerlo aggiornato mantenendo inalterato l’aspetto o qualsiasi altra cosa.

  7. Daniele Imperi il 8 Settembre 2009 14:43

    Sì, surfweb: usare dei CMS non significa poter realizzare un sito in breve tempo… vanno installati, configurati, personalizzati, ecc.

  8. Il meglio della settimana 57# | JuliusDesign il 13 Settembre 2009 05:56

    [...] Perché un sito non può costare 300 euro Prima di pensare a quanto possa costare il vostro bel sito, prima di convincervi che il prezzo non può essere di 4 o più cifre, è bene che capiate che cosa c’è dietro la realizzazione di un sito internet. [...]

  9. aledesign.it il 13 Settembre 2009 09:19

    Purtroppo gli smanettoni del web ci son sempre e il loro svendersi rovina le fatiche di chi da anni ci lavora nel web. Io personlamente in questi ultimi tempi sto ristudiando un pò il nuovo codice e sopratutto ciò che riguarda i motori di ricerca, però poi ti cadono le braccia a sentire la frase: ma quanto guadagno a fare il sito. O chi preferisce ad un sito un depliantino di 7/8 pagine. E’ un duro lavoro questo sì. Aver le spalle forti ed andare avanti!

  10. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 09:23

    Svendersi è un eufemismo: ho letto di recente uno che si proponeva di creare un sito in WordPress a 25 euro…

  11. I migliori post della settimana #37 | EmaWebDesign :: Web Programming / Web Design / SEO il 13 Settembre 2009 10:23

    [...] Perché un sito non può costare 300 euro Pubblicato in Blog, Migliori post della settimana, PHP, Programmazione, Risorse, SEO, Scripts, Web Marketing, Wordpress | Nessun commento »  Invia questo articolo a un amico via email [...]

  12. Smanettone il 13 Settembre 2009 10:33

    beh io sono uno di quei da voi “positivamente” definiti “smanettoni” forse prima di parlare di costo di un sito web si dovrebbe definire la tipologia di lavoro che si vuole affrontare…
    dalle vostre sembra che chiunque voglia fare un sito web sia costretto a creare un portale istituzionale.. al mondo c’è molta gente che sa a mala pena accendere un pc pensate che riesca a creare un sito con software di generazione automatica senza avere un minimo di conoscenza in materia? E pensate davvero che sia corretto fare pagare piò di 300 euro per un sito che contiene una sola pagina?Come ogni cosa bisogna porla nel contesto se no non ha neanche senso parlarne…

    E sono il primo a dire che creare siti è materia rognosa sopratutto quando chi te li commissiona non sa quello che vuole il che è vero nel 70% delle commissioni che arrivano da ditte medio piccole che vogliono un sito che sia “smanettone” e istituzionale..

    Ciao a tutti dagli “Smanettoni”

  13. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 11:07

    Ciao Smanettone,

    non mi sembra di avere scritto che ogni sito deve essere un portale istituzionale… da dove l’hai dedotto?

    Se uno a malapena sa accendere un pc… mi spieghi come possa creare un sito?

    Un sito di una sola pagina, nell’era attuale del web, è come non avere un sito. Inoltre, anche se fosse di una sola pagina, devi comunque creare la grafica e la struttura.

  14. adedip il 13 Settembre 2009 13:02

    Secondo me non ha alcun senso il discorso “bisogna rendere il codice più difficile” e “bisogna abolire i cms”.. la prima affermazione va contro tutto quello che è l’innovazione..e in questo campo è abbastanza controproducente.

    per quanto riguarda i CMS, se uno mi chiede un blog senza alcuna esigenza particolare per il quale basta il template di default di wordpress non vedo perché non devo farglierlo pagare poco quanto il lavoro che ho speso (ovvero quella minima configurazione di server e installazioni che richiede)..quindi perché non 300€ ..ma resta il fatto che io sto offrendo un servizio diverso da quello che è un processo che normalmente è richiesto per la progettazione e sviluppo di un sito web.

    l’unica verità è che non si può generalizzare, la situazione va misurata in base all’esigenza e all’entità di sito (o direi applicazione web) di cui si parla.

    ;)

  15. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 13:18

    Concordo sul discorso del cms: sono ormai un’innovazione e un’utilità in molti casi.

    Io comunque ho parlato di un sito (e anche di un blog) completo. Ovvio che se mi chiedono solo l’installazione di WordPress e basta non tiro fuori un preventivo a 4 cifre…

  16. elisa il 13 Settembre 2009 13:41

    Dal mio punto di vista, Claudio Gagliardini e Smanettone non hanno tutti i torti. Se una persona X vuole un sito web e non le interessa nulla del fatto che sia accessibile, usabile, corretto e pulito per quanto riguarda il codice, con una grafica gradevole e curata, ottimizzato per i motori di ricerca, curato dal punto di vista SEO, ecc., ma l’unica cosa che le importa è vedere i suoi dati, l’indirizzo, il numero di telefono e poco più… Perché dovrebbe pagare per un lavoro che non le interessa? Sarà più soddisfatta a pagare il tizio che magari le fa 2 pagine con Word, le pubblica e poi le chiede 25 euro.
    D’accordo che è una schifezza. Ma è lei che lo ha voluto così.
    In molti casi un lavoro così scarso può essere accettato solo per ignoranza, ma in altri casi credo proprio che la gente non sia affatto interessata a raggiungere lo standard minimo di qualità a cui pensiamo noi. Si accontentano di molto di meno: e cioè, vedere il loro nome online e poter scrivere sul loro biglietto da visita l’indirizzo del loro sito web. Tutto il resto non gli importa. Anzi, a volte può capitare che ai loro occhi il sito fatto ‘come Dio comanda’ sia più brutto di quello che è stato fatto coi piedi, ma che ‘non ha roba strana e incomprensibile, tipo tutto quello spazio vuoto ai lati…’ Non so se ho reso l’idea.
    Insomma, a ciascuno il suo.
    C’è anche il caso, poi, del cosiddetto ‘professionista’ che si fa pagare cifre esorbitanti per creare siti che di professionale hanno davvero poco. E non è raro trovare di questi personaggi. Perciò, di fronte a tanta varietà di casistiche, non mi stupisce più di tanto vedere gente che paga 25 euro per il sito in Word, o che se lo fa fare gratis dal nipotino.

  17. Paolo il 13 Settembre 2009 15:00

    Sante parole, ma siamo sempre lì, cosa bisogna farci… Un sito non è una spesa è un investimento ma la gente questo non lo capisce… ho fatto ad un amico un preventivo scritto per un sito basato su wordpress PER la sua attività, 180€ Più hosting e dominio (16 euro anno…) lo so è pochissimo, ma è un amico, a volte ci si scambia favori… e in una giornata fai il grosso del lavoro. Risposta? ma con aruba 35€ e faccio da solo… cosa gli rispondi? VAI! io sono con te, ma non chiamarmi…
    Un altro esempio è sempre un conoscente, interessato a realizzare un sito per lui libero professionista, e l’aLtro ieri su facebook ho chiesto, come va il lavoro? Lui: Non male, potrebbe andare meglio, magari con qualche cliente in più… e io, allora da organizziamo un sito e vediamo come si può fare per ottenere nuovi contatti… La risposta? O VACCI PIANO CHE NON HO SOLDI DA SPENDERE…
    Le cose sono due, o son sfigato io che mi trovo sta gente in torno… o mi sa che la maggiornparte la pensa cosi… e poi magari son quelli che spendono 500€ per 4000 volantini nella buca delle lettere…

  18. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 15:07

    Ciao Elisa,
    il problema, che ho voluto indirettamente sottolineare col mio post, è che un sito ha valore soltanto se è fatto con determinati accorgimenti. Altrimenti è come non averlo.

    D’accordo che ci sono clienti che non capiscono certi discorsi “tecnici” come usabilità, SEO, ecc., ma, specialmente oggigiorno, che ci sono miliardi di pagine web, la “schifezza” da te prospettata non farà altro che aggiungere nuova spazzatura nel web, senza portare nulla al cliente e alla sua attività.

    Concordo che ci sono quelli che si fanno pagare oro per siti che non valgono neanche ferro arrugginito, ma c’è sempre stato chi è caro.

    Il problema è che con certi prezzi troppo bassi che si vedono in giro, come quello dei 25 euro, si rovina solo il mercato.

  19. Alberto "Raben" Macaluso il 13 Settembre 2009 15:39

    “92 minuti di applausi!” Cit.
    Standing Ovation…
    userò questo tuo post fino alla nausea… lo farò leggere a tutti i miei clienti e porrò loro una serie di test a crocette per vedere se lo hanno letto approfonditamente!!! :D
    p.s. uccidiamo chi fa i siti un tanto al kg? :D
    del tipo “senta sono 2kg di codice html, lascio?” ^__^

  20. Laura il 13 Settembre 2009 15:39

    complimenti per il post, ciononostante anche io son d’accordo con Claudio dal momento che mi capita, con alcuni clienti affezionati, di vendere siti anche a 200 euro, sono template realizzati in due giorni magari con WP. Non mi reputo assolutamente una smanettona e io stessa l’ho spiegato qui http://www.web-magazine.it/2009/05/il-prezzo-di-un-sito-dal-primo-contatto-allo-sviluppo-di-una-bozza/, semplicemente è un servizio diverso, senza pretese, che offro per arrotondare, non ci vedo niente di sbagliato ed è un esercizio creativo perfetto magari quando in un anno si gestiscono solo 2 siti (ovviamente di dimensioni che giustificano tutti questi mesi di lavoro)

  21. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 17:03

    @Paolo: il prezzo che fai ad un amico è una cosa appunto diversa.

    @Alberto: grazie mille :) Fammi sapere che diranno i tuoi clienti ;)

    @Laura: in quel caso ovvio che è diverso, se fai solo un veloce template senza pretese. Ma il cliente deve accontentarsi di quello che offri senza aprire bocca. Siccome non è così, io a quel prezzo non lavoro, poiché non ci guadagno nulla.

  22. links for 2009-09-13 » 4exp.net il 13 Settembre 2009 18:03

    [...] Perché un sito non può costare 300 euro Sante parole! (tags: exp lavoro discussioni) [...]

  23. Tambu il 13 Settembre 2009 20:24

    la vera domanda allora diventa un’altra: perché non ci sono mai idraulici che si svendono? eppure anche lì devono esserci persone approssimative e/o novizi che “devono farsi le ossa”.
    Eppure no, prendono tutti una fortuna.

    Gli idraulici sono più furbi dei webdesigner :)

  24. Daniele Imperi il 13 Settembre 2009 21:36

    :D Sì, hai ragione, gli idraulici sembrano essere più furbi davvero: nessuno si svende.

  25. Massimiliano Falduto il 14 Settembre 2009 08:28

    Bene Daniele! Un articolo fatto bene.
    AFFISSIONE davanti casa dei potenziali clienti.
    Invece non sono d’accordo con Laura, la professionalità si esprime anche in due minuti ed è il frutto di anni di lavoro, ed è un’esperienza messa al servizio del committente ergo dovrebbe avere un costo di rispetto.
    Quanto alla tipologia dei potenziali clienti, penso, cari ragazzi, che dovete cambiare aria; stare lontani da chi ti dice di costruire un sito web con pochi soldi.
    Amen

  26. Shad il 14 Settembre 2009 08:55

    Bisogna chiarire nella testa del cliente che si ha a che fare con un professionista che, in quanto tale, si fa pagare il lavoro. Tra l’altro faccio spesso ai miei clienti l’esempio del manovale. Gli dico “se un manovale lavora per un mese percepirà uno compenso di almeno 1000€…perchè non dovrei prenderli io per lo stesso tempo di lavoro? E parlo di minimi eh…

    A parziale vendetta vi racconto un mio episodio, magari potrà alimentare la discussione spiegando come dovremmo comportarci.

    Un cliente mi chiese un sito per la sua associazione. Ci incontriamo, ascolto le sue richieste, tiro giù le specifiche e, dopo aver fatto i miei conti lo rivedo dopo alcuni giorni per dirgli che il suo sito costa 2000€. Per quello che aveva chiesto era anche poco ma mi esclama candidamente “ma io ho trovato un ragazzino che per 100€ me lo fa uguale!”. Ho preferito non discutere oltre e salutarlo con il più classico dei “fattelo fare da lui allora”.
    Passano circa 15 giorni e vengo richiamato dal tizio che mi fa: “il sito che mi ha fatto il ragazzino non fa quello che dovrebbe fare; allora me lo fai tu per 2000 €?”.
    La mia rispota è stata: “no, adesso ce ne vogliono 3500″. ^_^

    Buon lavoro a tutti

  27. Daniele Imperi il 14 Settembre 2009 08:59

    @Massimiliano: grazie :) In effetti non tutto può essere espresso in funzione del tempo.

    @Shad: alla fine hai sempre quello che spendi… in 100 euro non può essere contenuta né la professionalità né tantomeno la qualità.

  28. Tambu il 14 Settembre 2009 13:01

    ora rilancio con il solito punto di vista contrario.

    Bello il post, bravo Daniele. Tutti che lodano, affissione, me lo porto dietro, lo mando per email al cliente. Bene.

    Io sono un webdesigner mediocre, di quelli da 300 euro. Prendo questo post, lo imparo per bene, mi riempio la bocca leggendo due articoli qua e là e d’ora in poi chiedo anche io mille euro, perché tanto il cliente non vede poi tutta ’sta differenza.

    Adesso abbiamo un problema in più o uno in meno? quando andremo dal cliente (anzi, teniamo la forma verbale dell’ipotesi: quando ANDRETE dal cliente) a ripetere le stesse cose e vi dirà “le fa già il tizio a 2000 euro, avrete più o meno difficoltà a subentrare? oppure dovrete chiedere ancora di più?

    :)

  29. Laura il 14 Settembre 2009 13:29

    @massimiliano: io sono d’accordo con te forse mi sono espressa male, se arrotondo con siti “da poco” non significa che questi non siano professionali. Semplicemente sono un ALTRO tipo di prodotto. Dopo quasi 10 anni di questo lavoro credo, come giustamente fai notare anche tu, di aver acquistato una dimestichezza tale da poter sviluppare certi prodotti in maniera veloce, ma stiamo comunque parlando di siti compatibili da ie6 a salire, con markup valido e grafica curata. Il fatto che posso tagliare i tempi mi permette di venderli ad un prezzo competitivo. Mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa.

  30. Daniele Imperi il 14 Settembre 2009 13:50

    @Tambu: le competenze che ho scritto non si imparano leggendo due post qua e là e imparando questo articolo a memoria :)

    Prima di chiedere 2000 euro, prima di chiederti un preventivo, il cliente avrà visto i tuoi lavori.

  31. Davide il 16 Settembre 2009 10:03

    Il problema di fondo sono i prodotti riciclati.
    il cliente non capisce la differenza?
    bene…. evitatelo!

  32. Daniele Imperi il 16 Settembre 2009 10:25

    Ciao Davide,
    che intendi per prodotti riciclati?

  33. Salvatore Pragliola il 21 Settembre 2009 13:11

    Html Xhtml Css javascript php asp sql Bla bla blablabla… Opera Safari Mozilla *** Chrome
    Adattabilità contenuti conoscenze

    *** non sono facili da imparare!
    Ormai faccio più bella figura se prendo un JOOMLA e lo vendo a 30 euro!

  34. Daniele Imperi il 22 Settembre 2009 07:54

    @Salvatore: anche Joomla devi saperlo usare… e inoltre un sito fatto con Joomla non puoi venderlo a 30 euro, a meno che non vendi a quel prezzo la sola installazione.

    Oltre al fatto che per questa professione DEVI conoscere determinate materie, che tu dici non sono facili da imparare. Un professionista deve sapere dove mettere le mani e cosa sta modificando.

    Fai più bella figura se impari.

  35. aledesign.it il 25 Settembre 2009 09:49

    Quante belle discussioni, ed ovviamente su quasi tutti c’è un minimo di verità, ma alla fine che facciamo? codice, seo, usabilità, grafica..o via via a far pezzi come in fabbrica? Paghiamo ora il prezzo con il quale si facevano i siti 8/10 anni fa purtroppo. E poi in tempi di crisi il vil denaro è sempre importante. Ma se troviamo (dopo buone ed intelligenti ricerche) il giusto cliente, allora saremo contenti.

  36. Serpente il 9 Ottobre 2009 16:35

    E questi secondo voi come fanno???
    http://www.stelnet.com/sito1euro/

  37. Daniele Imperi il 9 Ottobre 2009 19:11

    Vorrei saperlo. Prova a prenotare il tuo sito a 1 euro e poi facci vedere cosa ti consegnano ;)

  38. Mauro il 30 Ottobre 2009 12:57

    Quella del sito a 1 euro è allucinante!
    Capisco che, usando template preconfezionati, per le 4 paginette proposte si possa ottenere un sito gradevole, da usare come depliant, senza pretese di SEO… ma a 1 euro!?!?!?
    Devi farne 100 al giorno per sopravvivere!
    Anche se non fosse vero (costi aggiuntivi, ecc.) offerte del genere uccidono il mercato, perché ti sentirai sempre dire che un prodotto “decente” lo trovi a… niente! e chi lavora onestamente può impiccarsi subito, alla faccia di know how e competenza! :-(
    A volte mi chiedo anch’io perché non ho “studiato da idraulico”.

  39. Daniele Imperi il 30 Ottobre 2009 13:38

    Concordo Mauro, prezzi del genere rovinano il mercato e fanno faticare di più i professionisti a farsi approvare i preventivi, proprio perché certi prodotti si trovano a prezzi irrisori.

  40. Gianni il 18 Dicembre 2009 16:19

    Sono di massima daccordo con quanto asserisci…prezzi troppo bassi uccidono la qualità; ovunque!
    Non mi trovi daccordo sull’esempio dell’idraulico, molte volte si spaccia per 1000 ore un lavoro che è si costato 1000 ore ma che è un lavoro che è gia stato venduto almeno 100 volte; si cambiano alcuni parametri, si mescola, si inserisce una novità…si personalizza e in due ore si tira fuori qualcosa di veramente carino ma che al 90% è gia stato pagato…
    Ciao, Gianni (idraulico)

  41. Eduard il 29 Dicembre 2009 14:14

    Ho discusso anch’io l’argomento sul mio blog. In ottica leggermente diversa… magari può interessare.

    http://www.roccatello.it/pensieriliberi/perche-non-posso-spendere-500-euro-per-un-sito-web/

  42. Alberto il 15 Gennaio 2010 19:25

    Ciao, in diversi anni di esperienza nella realizzazione di siti e applicativi web ormai ho spesso di preoccuparmi per questo argomento: condivido il post di daniele e l’esempio dell’idraulico. Un buon 20% dei miei clienti è rappresentato da aziende scontente e arrabbiate con gli “smanettoni” a cui si erano affidate inizialmente, e che appena vedono come lavoro pagano volentieri e mi coprono di ringraziamenti.

  43. Salvatore il 27 Gennaio 2010 07:03

    1. Questa problematica e’ particolarmente viva in Italia, nord e sud indiscriminatamente.

    2. Questi proclami, se gridati da uno che scrive su un blog che sembra uscito direttamente dagli anni 90, persono completamente di peso e significato.

    3. La maggior parte delle esigenze del piccolo cliente/piccola azienda sono perfettamente soddisfatte dall’uso PROFESSIONALE di STRAORDINARI cms quali wordpress, drupal ed expression engine.

    Ma in Italia quando la pianterete di fare gli snob? Guardate realta’ come il network Envato, come Woo Themes e gli altri marketplace che stanno sorgendo nel mondo anglicano, TUTTE queste realta’ sorgono intorno al mondo open source ed al mondo dei cms.

    Questa storia dei siti a 300 euro ha veramente stancato, i clienti che non vogliono spendere esistono ovunque, la differenza e’ che in Italia trovano chi glie la da vinta e chi si lamenta perche c’e gente che vende siti a 300 euro.

    La clientela non si sensibilizza con queste lamentele sterili.

    Saluti

  44. Daniele Imperi il 2 Febbraio 2010 13:09

    2. Il blog non mi pare uscito dagli anni 90, e quando avrò l’ispirazione- e la voglia- lo rifarò. Inoltre non ha senso quello che scrivi, se realizzo un sito a un cliente ci metto professionalità e competenze e quelle si pagano.

    3. I cms potranno anche essere straordinari, ma vanno comunque adattati alle situazioni e alle esigenze.

    E chi è sta facendo lo snob? Sono tutto fuorché uno snob…

    Lamentele sterili? Non era una lamentela, era una constatazione.

  45. Lorenzo il 4 Febbraio 2010 12:05

    Mi trovo daccordo con Salvatore. Esistono clienti disposti a pagare e clienti con il braccino un pò corto e, anche se non lo si accetta, esistono i siti da 300 euro. Ho avuto modo di fare siti da: 700, 800, 300, 250, 600 e via dicendo. Tutto cambia quando sei freelance, se hai un lavoro ed arrotondi con il freelance non vedo perchè debba far pagare un sito di 4 pagine che, a richiesta del cliente, deve essere con poca grafica e, tra l’altro, deve fungere da vetrina, oltre le 400 euro. Il mondo del web è vasto, così come lo è quello della grafica. Ingenuo è colui che pensa di poter realizzare SOLO siti web e basta. Suvvia, bisogna spaziare verso una sorta di Global Service. A pochi clienti importa avere il testo ottimizzato ai fini del SEO o sapere che una parola scritta con l’attributo “strong” gli darà maggiore importanza agli occhi di uno spider.. che poi, per il cliente, ma che sarà mai sto.. spiderrr!!

    Distinti Saluti

  46. Daniele Imperi il 4 Febbraio 2010 12:48

    Perché, anche se il sito ha 4 pagine, c’è uno studio grafico dietro, c’è la scrittura del codice, c’è la preparazione delle pagine e l’impaginazione del testo, i test di compatibilità coi browser, le eventuali modifiche, ecc.

    Io, a fare tutto questo per 400 euro, non ci rientro, anzi ci rimetto.

  47. Lorenzo il 4 Febbraio 2010 15:13

    “c’è uno studio grafico dietro”

    L’idea può venirti anche mentre mangi una pizza, torni a casa butti giù un bozzetto in poco più di mezz’ora, lo rielabori e lo perfezioni nei tre quarti d’ora successivi, fermo restando che, in teoria, l’idea dovrebbe nascere di pari passo con la consapevolezza dei limiti che il web pone in modo da evitare problemi con il codice in un secondo momento.

    “c’è la scrittura del codice”

    Ci sono migliaia di layout (e per layout non intendo “Template”) in css, nel caso in cui il budget del cliente sia minimo, nessuno ti obbliga a scrivere il codice da zero

    “c’è la preparazione delle pagine e l’impaginazione del testo”

    Preparare le pagine per cosa ? dopo aver strutturato il css ed inserito i relativi DIV non rimane che scriverci il testo.

    “i test di compatibilità coi browser,”

    se si seguono determinate regole non c’è bisogno di 10 test, ne basta uno, il finale.

    Non vedo in cosa dovresti rimetterci. Un sito del genere, lavorando tutti i giorni, per circa 8 ore, si fa in una settimana. C’è gente che in un mese guadagna 500 euro lavorando per lo stesso tempo. Vedi un pò. Dove sta lo spreco?

  48. Daniele Imperi il 4 Febbraio 2010 15:27

    L’idea può venirti anche mentre mangi una pizza, torni a casa butti giù un bozzetto in poco più di mezz’ora, lo rielabori e lo perfezioni nei tre quarti d’ora successivi, fermo restando che, in teoria, l’idea dovrebbe nascere di pari passo con la consapevolezza dei limiti che il web pone in modo da evitare problemi con il codice in un secondo momento.

    Quando mangio una pizza non penso al lavoro, e di certo non mi metto a lavorare la sera tardi, quelle ore di straordinario non mi vengono pagate. Se tu tiri giù una grafica completa in meno di 2 ore, buon per te.

    Ci sono migliaia di layout (e per layout non intendo “Template”) in css, nel caso in cui il budget del cliente sia minimo, nessuno ti obbliga a scrivere il codice da zero

    E questa sarebbe la serietà? Usare per lavoro i template creati dagli altri? Allora il cliente può benissimo spendere meno di 400 euro e comprare un template pronto a 50…

    Preparare le pagine per cosa ? dopo aver strutturato il css ed inserito i relativi DIV non rimane che scriverci il testo.

    La struttura è una cosa, le pagine un’altra. Per ogni pagina va scritto un title giusto, una buona description, va impaginato il testo secondo determinati criteri, non basta riempire un div. casomai riempi un “p”, una “ul”, un “h1″.

    se si seguono determinate regole non c’è bisogno di 10 test, ne basta uno, il finale.

    Io preferisco testare la struttura e poi anche l’intero sito, una volta completo.

    Non vedo in cosa dovresti rimetterci. Un sito del genere, lavorando tutti i giorni, per circa 8 ore, si fa in una settimana. C’è gente che in un mese guadagna 500 euro lavorando per lo stesso tempo. Vedi un pò. Dove sta lo spreco?

    Sta nelle conoscende tecniche, che paghi, così come le paghi ovunque. Non c’entra nulla il tempo, non si calcola solo il tempo in questo lavoro.

  49. Lorenzo il 4 Febbraio 2010 17:13

    “Quando mangio una pizza non penso al lavoro, e di certo non mi metto a lavorare la sera tardi, quelle ore di straordinario non mi vengono pagate. Se tu tiri giù una grafica completa in meno di 2 ore, buon per te”

    Nessuno Parla di pensare al lavoro mentre mangi la pizza, stiamo parlando di idee che arrivano “inaspettatamente”, dovrebbe essere un po’ il motto di ogni artista. Tanto meno ho parlato di lavorare la sera tardi, puoi dormirci su e buttare giù il bozzetto l’indomani mattina. Non cadiamo nel ridicolo parlando di “straordinari” dovrebbe essere il pane quotidiano di un freelance.

    “E questa sarebbe la serietà? Usare per lavoro i template creati dagli altri? Allora il cliente può benissimo spendere meno di 400 euro e comprare un template pronto a 50…”

    Parliamo di LAYOUT e l’ho anche specificato, non far finta di non leggere. Il template è un sito pronto, il layout è solamente una struttura, priva di contenuti, immagini o testo. Ma tu saprai benissimo la differenza ☺

    “La struttura è una cosa, le pagine un’altra. Per ogni pagina va scritto un title giusto, una buona description, va impaginato il testo secondo determinati criteri, non basta riempire un div. casomai riempi un “p”, una “ul”, un “h1″.”

    A prescindere che a quanto vedo il 90% dei tuoi siti realizzati sta su wordpress, non mi sembra quindi che ricrei la struttura da 0. In tutti i modi visto che parli di “criteri”, ti ricordo che per il sito del poeta POE hai usato come keywords le parole: Articoli, immagini, libro della settimana. Bhè alla faccia del criterio. Chi ha parlato di riempire div?

    “Io preferisco testare la struttura e poi anche l’intero sito, una volta completo.”

    Struttura e sito viaggiano di pari passo. Continuo a non campire questi “infiniti” test da fare dove risiedano!

    “Sta nelle conoscende tecniche, che paghi, così come le paghi ovunque. Non c’entra nulla il tempo, non si calcola solo il tempo in questo lavoro.”

    Scusa, avevo dimenticato di essere Jonathan Ive ☺

  50. Daniele Imperi il 4 Febbraio 2010 17:40

    Nessuno Parla di pensare al lavoro mentre mangi la pizza, stiamo parlando di idee che arrivano “inaspettatamente”, dovrebbe essere un po’ il motto di ogni artista. Tanto meno ho parlato di lavorare la sera tardi, puoi dormirci su e buttare giù il bozzetto l’indomani mattina. Non cadiamo nel ridicolo parlando di “straordinari” dovrebbe essere il pane quotidiano di un freelance.

    Le idee verrano pure “inaspettatamente”, ma sono sempre condizionate da altri fattori. E quando sono in completa libertà, sta’ tranquillo che non mi vengono in mente idee per risolvere la grafica di un cliente. No, gli straordinari non li vedo come il pane quotidiano, perché appunto nessuno me li paga.

    Parliamo di LAYOUT e l’ho anche specificato, non far finta di non leggere. Il template è un sito pronto, il layout è solamente una struttura, priva di contenuti, immagini o testo. Ma tu saprai benissimo la differenza ☺

    Non faccio finta di leggere, ma se prendi codice scritto da un altro, non stai usando materiale tuo.

    A prescindere che a quanto vedo il 90% dei tuoi siti realizzati sta su wordpress, non mi sembra quindi che ricrei la struttura da 0. In tutti i modi visto che parli di “criteri”, ti ricordo che per il sito del poeta POE hai usato come keywords le parole: Articoli, immagini, libro della settimana. Bhè alla faccia del criterio.

    Falso. Non hai visto tutti i siti da me realizzati, quindi non puoi fare un calcolo. Inoltre quelli che vedi in WP sono blog miei personali, non siti di clienti. Che intendi che ho usato come parole chiave “articoli, immagini e libro della settimana”? Se parli del metatag keyword, a prescindere dal fatto che non serve più a nulla, WP lo inserisce in automatico. Quindi, di fatto, non uso quelle parole.

    Chi ha parlato di riempire div?

    Tu qui: “dopo aver strutturato il css ed inserito i relativi DIV non rimane che scriverci il testo.”

    Continuo a non campire questi “infiniti” test da fare dove risiedano!

    Ho parlato di test, non che siano infiniti.

    Scusa, avevo dimenticato di essere Jonathan Ive ☺

    Puoi essere chi ti pare, se vuoi continuare a svenderti per 300 euro, padronissimo di farlo. Io non ho mai accettato l’elemosina da nessuno e continuerò a non accettarla.

  51. Lorenzo il 4 Febbraio 2010 18:08

    “Le idee verrano pure “inaspettatamente”, ma sono sempre condizionate da altri fattori. E quando sono in completa libertà, sta’ tranquillo che non mi vengono in mente idee per risolvere la grafica di un cliente. No, gli straordinari non li vedo come il pane quotidiano, perché appunto nessuno me li paga.”

    Mi sa che sei un tantino attaccato ai soldi.

    “Non faccio finta di leggere, ma se prendi codice scritto da un altro, non stai usando materiale tuo.”

    Quindi anche chi inserisce una lightbox copia ? mi sa che alcuni concetti non ti sono chiarissimi.

    “Falso. Non hai visto tutti i siti da me realizzati, quindi non puoi fare un calcolo. Inoltre quelli che vedi in WP sono blog miei personali, non siti di clienti. Che intendi che ho usato come parole chiave “articoli, immagini e libro della settimana”? Se parli del metatag keyword, a prescindere dal fatto che non serve più a nulla, WP lo inserisce in automatico. Quindi, di fatto, non uso quelle parole.”

    Quindi le keyword non servon più? davvero ? conosci “lynx”, hai idea di cosa sia anche lontanamente?

    “Ho parlato di test, non che siano infiniti.”

    Continui a parlarne come fossero il pane quotidiano

    “Puoi essere chi ti pare, se vuoi continuare a svenderti per 300 euro, padronissimo di farlo. Io non ho mai accettato l’elemosina da nessuno e continuerò a non accettarla.”

    Non mi conosci minimanete, chi ti dice che mi svendo? Sei un pò basso se dici così e soprattutto un pò maleducato, detto questo ti saluto, è tardi e..sai ho dei siti da Svendere a 300 euro e poco tempo da perdere.

  52. Daniele Imperi il 4 Febbraio 2010 18:18

    Mi sa che sei un tantino attaccato ai soldi.

    Assolutamente no. Ma non lavoro gratis.

    Quindi anche chi inserisce una lightbox copia ? mi sa che alcuni concetti non ti sono chiarissimi.

    No, è a te che non sono chiari certi concetti. Se usi la struttura di un sito creata da un altro, non stai lavorando. Punto.

    Quindi le keyword non servon più? davvero ?

    Il metatag keywords NON serve più. Non far finta di non capire. Sono anni che non ha più alcuna utilità a fini SEO. E recentemente lo ha anche ribadito Google stesso nel suo blog. Cerca e istruisciti.

    Continui a parlarne come fossero il pane quotidiano

    “Pane quotidiano” lo hai scritto tu. Io ho scritto solo che fanno parte del lavoro, NON che siano la maggior parte del lavoro.

    Non mi conosci minimanete, chi ti dice che mi svendo? Sei un pò basso se dici così e soprattutto un pò maleducato,

    Nemmeno tu mi conosci eppure ti permette di fare certe asserzioni. Sono stato fin troppo educato con te, invece, di solito cogli ottusi come te taglio corto.

    detto questo ti saluto, è tardi e..sai ho dei siti da Svendere a 300 euro e poco tempo da perdere.

    Meno male, visto che ognuno resta nelle sue posizioni. Tu a rovinare il mercato di questa professione, io a difenderlo dagli smanettoni.

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