Quando fare SEO significa uscire di senno
Pubblicato il 14 luglio 2010 alle 10:27 am | Archiviato in Seo e posizionamento
Bisogna accettare il fatto che la search engine optimization sia la malattia del terzo millennio. Non c’è altra spiegazione, altrimenti, sulla continua presenza, nel web, di testi assurdi, privi di significato, ambigui, subdoli anche.
Se una volta la SEO era adoperata per ottimizzare una pagina web nel vero senso della parola, se un tempo le tecniche di posizionamento erano pulite e servivano per invogliare e condurre un utente verso un preciso sito, adesso queste tecniche non spingono più il lettore, ma lo obbligano, lo trascinano.
Quelle che erano state create come tecniche di web marketing, adesso, in Italia, grazie a improvvisati professionisti della comunicazione, si sono trasformate in un’accozzaglia informe di testi che sfuggono a ogni classificazione semantica.
I comunicati stampa e l’article marketing sono, nella maggioranza dei casi, puri testi in cui inserire link. Non ha più importanza la comunicazione, l’unico obiettivo è inserire un link, è linkare la parola chiave. Del contesto e della primigenia forma di comunicazione non resta più neanche l’ombra.
Uno degli ultimi comunicati stampa che ho ricevuto era un ibrido fra un comunicato e un articolo. E il bello è che proveniva da un’azienda che si occupa di web marketing e copywriting. Ecco due stralci del testo:
Può essere scontato fare un elenco delle informazioni che devono esserci su un sito internet, ma in realtà non è così: sul web c’è veramente di tutto e spesso durante la realizzazione di siti internet a Torino e nel resto dell’Italia vengono omessi dati importanti, che invece dovrebbero esserci sempre.
Il grassetto è mio e vuole evidenziare la frase linkata nel testo. A che serve localizzare geograficamente un servizio, se si sta parlando in maniera generica?
Eccone un secondo, migliore del precedente:
Immagini: durante la fase di realizzazione di siti internet a Torino, cercate di inserire delle immagini che descrivano la vostra attività, a supporto del servizio che offrite.
Dunque, in base a quanto scritto, soltanto se devo realizzare un sito a Torino posso inserire delle immagini sulla mia attività, altrimenti non conviene…
- Dove vengono formati questi specialisti del web marketing?
- Come nascono queste dubbie figure della comunicazione online?
- Che benefici avranno i clienti che si affideranno a queste aziende?
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2 commenti a “Quando fare SEO significa uscire di senno”
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Salve,
ritengo più che mai opportuno questo articolo. Approvo quanto ha scritto: è riuscito ad esplicitare l’isteria che ruota intorno al Seo. Spesso mi trovo ad avere a che fare con clienti ai quali non interessa sapere se il sito è utile, se i contenuti sono originali e se, soprattutto, si stanno fornendo delle informazioni utili ai visitatori. A mio avviso la prima questione da porsi in fase di progettazione di un sito è capire cosa si aspetta un visitatore dal sito. Invece la prima domanda che mi viene posta è: “vorrei che il sito fosse primo sui motori di ricerca, è possibile?” Chiaramente ritengo importante anche questo aspetto, ma basandomi su una personale esperienza seguo strategie totalmente estranee alle attuali tecniche, quelle di cui parli nel tuo articolo. Ma qui dovrei dilungarmi di molto, pertanto mi limito solo a confermare la mia approvazione a quanto da lei scritto.
Come hai ben detto, ci sono tanti improvvisati professionisti della comunicazione.
L’ignoranza è tanta e sono tanti anche coloro che stanno peccando di presunzione.
Hanno tutti visto il mestiere di SEO, un’attività ricca e facile, forse spinti da un momento di crisi economica nazionale.
Come ho sempre sostenuto, è bene fare ciò che si sa fare, altrimenti qualsiasi cosa si sta improvvisando di fare, la si farà male.
Sono d’accordo coon ciò che hai scritto.
Bell’articolo…