Linee guida per l’ottimizzazione del mio sito
Pubblicato il 24 maggio 2010 alle 05:27 am | Archiviato in Seo e posizionamento
Non più S.E.O. (Search Engine Optimization), ma M.E.O. (My Ethic Optimization)
Perché il mio sito è, appunto, meo, prima di essere seo…
Ormai stanco, stufo, stressato da un web sempre più annegato nello spam, nell’analfabetizzazione, nei continui tentativi di salire nelle serp, da un web sempre più “googlizzato” (leggi: monopolizzato da Google), ho deciso di riscrivere le linee guida per l’ottimizzazione dei siti, o meglio quelle del mio sito.
Sono io a dettare le regole nel mio sito, non un’azienda, anche se quell’azienda si chiama Google. Purtroppo è Google a dettare le regole del web, poiché basa i suoi criteri di valutazione su un sistema che fa acqua da tutte le parti, ma su questo tornerò con un articolo apposito.
Premesso che:
- non utilizzo il mio sito per scopi illegali o comunque contrari alle vigenti leggi italiane;
- non utilizzo il mio sito per spam;
- non linko siti che trattano di argomenti contrari alle leggi italiane né siti che trattano di pornografia, vendita di armi, droghe, medicinali o sigarette;
- conosco il codice HTML e i rudimenti SEO.
Dichiaro quanto segue:
- il mio sito è casa mia, quindi sono io a decidere cosa linkare e come linkarlo. Se ho deciso di linkare un sito, è perché ho sentito il bisogno di farlo. Essendo in grado di intendere e di volere, sono perfettamente idoneo a regalare un link a un altro sito, senza che questa azione mi sconvolga la mente con la assurda e illogica preoccupazione che il mio link juice si disperda a favore di terzi.
- Se voglio creare una pagina di link per portare traffico a siti di amici e conoscenti (che reputo validi, altrimenti non li avrei linkati) sono libero di farlo. Questo non può né deve penalizzarmi in nessun modo, perché non c’è nulla di illegale né di immorale nel creare una pagina di scambio link.
- Il criterio di valutazione del mio sito è dato dai miei utenti e dal mio traffico, conseguenza dei contenuti che pubblico. Non può essere definito “strumento di valutazione” una insignificante barretta verde nel browser che segnala un arbitrario valore fornito da un preciso motore di ricerca, che ha fatto dei contenuti altrui il suo pane quotidiano.
- L’uso dell’attributo nofollow non è una legge, ma eventualmente un consiglio, che può essere accettato, condiviso o meno. Nel mio sito, in casa mia quindi, decido io se, dove, come, quando e perché usare tale attributo. Se lo spider si stressa a dover passare per lo stesso link che ha trovato magari tre volte nella pagina, beh, sono problemi suoi, non miei. In fondo, è il suo lavoro. Il motore di ricerca lavori affinché lo spider sappia subito riconoscere un link su cui è già passato, ma non si azzardi a dire a me di operare modifiche nel codice del mio sito a causa di sue lacune e limitazioni.
Detto questo, io continuerò a produrre contenuti unici, originali, validi, informativi, basando la struttura dei miei siti e l’organizzazione dei miei testi su ciò che ho imparato in oltre dieci anni di esperienza nella costruzione di pagine web e nella scrittura di contenuti per il web, e non sulle paturnie di un motore di ricerca che, a causa della sua imperfezione, non ha la facoltà di capire quando un sito è veramente utile per l’utente.
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2 commenti a “Linee guida per l’ottimizzazione del mio sito”
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Caro Daniele,
grazie per il post, non ero mai arrivato a una tale sintesi completa, sono d’accordo con Te, anzi t’invito a continuare a scrivere. Un caro saluto,
Enrico
Grazie Enrico,
per ora sono previsti altri due post, per giovedì e lunedì