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L’errato significato dell’acronimo SEO

Pubblicato il 11 giugno 2010 alle 05:09 am | Archiviato in Seo e posizionamento 

Ottimizzazione: concetti da chiarire

Sempre più ci si sta dimenticando di cosa sia un sito, di cosa sia un utente, perché i concetti di SEO e posizionamento sono stati distorti a favore di un totale servilismo nei confronti dei motori di ricerca. La vita di molti webmaster è legata a una barretta verde che segnala l’oggettiva importanza del suo sito.

Forse è proprio l’acronimo SEO a essere sbagliato, a confondere i webmaster. Per molti ottimizzare un sito per i motori di ricerca significa relegare i propri utenti ai margini, spesso non considerarli affatto.

Ma ottimizzare un sito per i motori significa ottimizzarlo per gli utenti, se ci pensate bene. Un motore non legge la veste grafica del vostro sito, non può sapere se avete creato un bel design, ma sa se avete scritto un buon codice. Sa se, nel vostro codice, avete usato i giusti elementi per fornire le informazioni ai vostri utenti.

E gli elementi che un motore di ricerca apprezza sono gli stessi che apprezza un utente:

  • il titolo della pagina: altrimenti come farà a sapere di che parla quella pagina, trovandola nelle serp?
  • La description: altrimenti come si renderà conto se quella pagina gli sarà davvero utile?
  • I titoli e i sottotitoli: altrimenti come si districherà in un lungo testo, come saprà quali argomenti sono trattati?
  • I grassetti: altrimenti come sarà catturata la sua attenzione sui punti principali del testo?
  • I contenuti: altrimenti che è entrato a fare nel vostro sito?

Questo è l’errore che è stato commesso sin dall’inizio: quello di aver creato la search engine optimization, quello di aver scatenato confusione in migliaia di web master e presunti seo, quella di aver contribuito a creare testi illeggibili perché considerati ottimizzati per i motori di ricerca, quella di aver provocato la semina di migliaia di anchor text, gettate sui testi come semi su un campo arato (semi che non è detto attecchiscano).

La search engine optimization dovrebbe chiudere i battenti a favore della reale ottimizzazione di un sito. Non più per i motori di ricerca. Ma per gli utenti. Finalmente.


Commenti

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Un commento a “L’errato significato dell’acronimo SEO”

  1. Franco Dalfovo il 11 giugno 2010 12:52

    Ciao, spunto interessante.

    Il problema è che dalla notte dei tempi le persone si fanno furbe per cercare di essere un passo avanti agli altri.

    Lo scopo dei motori di ricerca, infatti, non è mostrare agli utenti siti con tag sparpagliati a vanvera, ma mostrare siti BUONI.
    Il limite dei motori è appunto la loro scarsa capacità (in quanto algoritmi matematici) di valutare le pagine.
    Ecco quindi che devono ricorrere a parametri misurabili, e quindi “imbrogliabili”.

    In definitiva, non sto dicendo che la colpa è dei motori di ricerca, bensì spesso per poter competere con gli altri siti si è costretti a forzare la SEO, in maniera disumana, andando addirittura contro l’usabilità, ma è l’unico modo per fare sì che il sito ottenga posizionamento sui motori.
    Anche perché, senza motori, i siti non sono niente.

    Si dovrebbe riuscire ad abbandonare la logica dei motori di ricerca, se hai qualche idea in merito, penso che potresti farci dei soldi :-)

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