Il cappello bianco dell’Imperatore
Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 04:01 pm | Archiviato in Seo e posizionamento
Premessa
Questo articolo non parla di una favola, ma il titolo riprende la celebre fiaba “I vestiti nuovi dell’Imperatore” di Hans Christian Andersen.
Il cappello bianco è l’argomento dell’articolo e più avanti vedremo perché.
L’Imperatore parafrasa il mio cognome, Imperi. ![]()
Questo articolo parla della mia situazione in seguito all’aggiornamento del pagerank.
White hat SEO
Chi si occupa di marketing e di posizionamento sui motori di ricerca sa già cosa significa questa frase. Ma bisogna spiegarlo per gli utenti che ne ignorano il significato.
Cominciamo dalla parola SEO: Search Engine Optimizator, in breve colui che si occupa di posizionare un sito sui motori di ricerca, affinché, effettuando una ricerca con una determinata parola chiave o frase chiave, quel sito sia in una buona posizione nelle serp, ossia nelle pagine dei risultati di un motore di ricerca.
Esistono tante tecniche di posizionamento, sia corrette che scorrette. Un esempio semplice di tecnica corretta è ottenere un link spontaneo al proprio sito, un esempio di tecnica scorretta è inserire testo nascosto in una pagina web (sembra superata come tecnica, ma purtroppo continuo ad imbattermi in siti che la utilizzano ancora…).
Nel primo caso si parla di white hat seo, nel secondo caso si parla di black hat seo (si parla anche di grey hat seo, a dire il vero, per classificare il seo che utilizza entrambe le tecniche).
Vi siete chiesti perché hanno fatto indossare ai seo un cappello? E perché bianco o nero?
Io sì ed ho cercato in rete la risposta. Ho posto, senza volerlo, la domanda a Dave Taylor. La risposta viene dal critico cinematografico Roger Ebert, che disse:
“Shane wears a white hat and Palance wears a black hat, but the buried psychology of this movie is a mottled, uneasy, fascinating gray.“
Tradotto suona pressappoco così: “Shane indossa un cappello bianco e Palance un cappello nero, ma la psicologia nascosta di questo film è di un grigio variegato, inquietante, affascinante“.
I buoni, nei film western, indossavano cappelli bianchi e i loro nemici, i cattivi, cappelli neri. I seo white hat, quindi, sono i posizionatori che si avvalgono di tecniche pulite.
Sul posizionamento dei miei siti personali
Sono un web designer, non un seo, ma ultimamente sto cominciando ad interessarmi a questa materia. Non posso offrire questo servizio ai miei clienti, poiché richiede anni di esperienza e conoscenze approfondite, che io non posseggo.
Ma posso offrire questo servizio ai miei siti personali, posso cercare di posizionarli nel miglior modo possibile, utilizzando le tecniche che conosco, leggendo le discussioni sul forum di Webmarketing e Motori di ricerca ed apprendendo dai professionisti del settore.
Come ho già scritto in quel forum:
- ho avuto link spontanei da siti e blog
- ho scritto recensioni sui miei siti e alcuni comunicati stampa
- non uso tecniche scorrette di alcun genere (a parte il testo nascosto non ne conosco altre)
- ho fatto pochissimo scambio link e i pochi miei siti con cui l’ho fatto non sono stati penalizzati
- ho siti tutti con codice validato
- non ho mai fatto (e mai farò) compravendita di link
- i link esterni che inserisco in un mio sito sono sempre a tema col sito in questione
- i miei siti hanno contenuti.
E questo valga come premessa.
Idee, supposizioni, illazioni sull’abbassamento di pagerank di alcuni siti
In rete c’è un gran parlare e supporre dell’aggiornamento del pagerank e delle conseguenze che ha avuto. Alcuni siti sono scesi perfino da PR6 a PR3. Si ipotizzano tante teorie, fra cui una penalizzazione dovuta a chi ha effettuato vendita di link.
Non starò a dire la mia, poiché, come già scritto prima, non sono un seo e non so darmi una risposta su questo abbassamento.
A me non ha fatto alcun effetto, i miei siti non hanno subito penalizzazione alcuna.
Finalmente la mia situazione
L’aggiornamento di pagerank ha portato solo vantaggi per me.
I miei vecchi siti, domini acquistati a partire dall’inizio del 2000, erano a PR4 ed a PR4 sono rimasti.
I miei nuovi siti, domini acquistati ad inizio 2007, sono passati da PR0 o PR1 a PR2, PR3 e perfino PR4.
Si stanno inoltre ben posizionando sui motori di ricerca.
I miei cartoni animati sono primi su yahoo con quella chiave, e su google sono già in seconda pagina, in ascesa.
La mia Islanda è il terzo link su google.
Secondo google sono un web designer da tenere in considerazione, mi fa oscillare dall’ottavo al sesto posto in prima pagina.
Anche le mie recensioni di libri sono in prima pagina su google.
Il mio blog su Roma è a pagina 6 con quella chiave, che restituisce 156.000.000 di risultati.
Queste non sono né teorie né supposizioni, ma dati di fatto. Non so se google mi abbia premiato o comunque non penalizzato per i motivi esposti sopra, ma certo è che la mia situazione di pagerank e di posizionamento è buona.
Un motto come conclusione
La mia opinione su tutta questa storia è semplice. Invece di star fermi a discutere del perché e del come si sia potuto verificare un abbassamento di pagerank, perché non analizzate il vostro comportamento seo degli ultimi mesi? Avete tutti la coscienza pulita? Che genere di cambiamenti avete apportato alla gestione del vostro sito?
Comunque sia, per quanto mi riguarda, vale sempre il motto della S3 (Seo Sem School):
“Le serp cambiano“.
Opzioni articolo
Permalink | Trackback |
|
Stampa l'articolo | 2 commenti
Commenti
Attenzione: nessun commento sarà approvato se l'email risulterà falsa.
2 commenti a “Il cappello bianco dell’Imperatore”
Lascia un commento




Questo post ne ha ispirato uno nel mio blog, ecco l’indirizzo: http://seomadhat.blogspot.com/2009/03/sfatiamo-un-mito-il-whait-hat-e-il-seo.html
Grazie del link
E mi fa piacere essere fonte di ispirazione
Per quale categoria di cliente (leggi merceologica e simili) pensi che non siano da valutare le tecniche white hat?
Esistono ovviamente chiavi più difficoltose di altre, dove c’è perfino saturazione. In quel caso, per come la vedo io, il lavoro sarà solo più lungo e faticoso
Ma sempre pulito.
Purtroppo non riesco a commentare nel tuo blog.