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Google? Un motore di ricerca antiquato

Pubblicato il 7 giugno 2010 alle 05:48 am | Archiviato in Seo e posizionamento 

Google viene considerato il più grande e migliore motore di ricerca esistente. Sul fatto che sia il più grande non abbiamo dubbi, visti i soldi che guadagna. Ma siamo davvero in buone mani? Con questo articolo voglio sottolineare alcune lacune, gravi secondo me, che questo motore possiede e che persiste a possedere, non offrendo ai suoi utenti un servizio pulito.

Anzianità del dominio: i vecchi sono sempre più saggi?

Google dà molta importanza all’anzianità del dominio. Più un sito è vecchio, è presente online, e più il suo predominio in serp è saldo. E’ difficile scalzare dalle serp un sito che ci si è stabilito da anni. Non importa quanto i vostri contenuti siano validi e veramente informativi e utili per gli utenti, quel sito vincerà sempre.

Lo dimostra il fatto che molte pagine web sono in prima pagina nelle serp per determinate parole chiave. Pagine che di fatto non hanno quasi contenuti, o si limitano a un elenco di link, mentre altre, con la stessa chiave, faticano a salire, eppure hanno contenuti relativi a quella chiave.

Il contesto, quindi, per Google non è ancora così importante. L’anzianità del sito ha più forza del suo contesto. E’ come se un vecchio scemo venisse considerato un saggio, a discapito di un giovane plurilaureato che si vede chiudere ogni porta. Ottima politica.

Il title come elemento di elevata importanza

Se da una parte posso essere d’accordo sul fatto che ogni pagina web debba avere un titolo ben scritto, unico e comprensibile, se posso essere d’accordo sul fatto che sia davvero un elemento fondamentale- uno degli elementi fondamentali, anzi- di un sito, credo che un title debba essere considerato nell’intero contesto, per poter essere definito fondamentale.

Altrimenti è come esibire dei documenti falsi. E’ questo che vuole Google? Che chiunque, solo per aver scritto un title, possa poi pubblicare quello che vuole?

Eppure Google ancora premia i title nelle sue serp, e molte volte non si preoccupa nemmeno di controllare che cosa contengano, o meglio se il title è giusto per il contesto che introduce.

Un esempio estremo a dimostrazione di questa pecca nel colosso Google: tempo fa, cercando in rete “Il signore degli anelli”, approdai in una galleria pornografica… sì, perché il webmaster aveva quella frase come title della sua galleria…

Che il title debba essere quindi un elemento di fondamentale importanza in una pagina web è giusto, ma che lo sia solo se contestuale.

Perché un sistema di valutazione come il pagerank fa acqua da tutte le parti

La pagerankmania è una malattia reale, che webmaster poco esperti contraggono sin dai primi siti sviluppati. Anziché concentrarsi sulla produzione di contenuti per i propri siti e sulla loro promozione, perdono tempo e salute dietro una volgare barretta verde.

C’è da aggiungere che quella fatidica barretta verde NON indica il reale pagerank di un sito, che solo Google conosce, e non rivela. Mi sembra di essere tornato indietro negli anni, a scuola, quando l’insegnante ti valutava, ma non voleva dirti il voto che ti aveva dato… e Google è ben lontano dal poter essere considerato un insegnante.

Ecco cosa dice Google riguardo a questa innovativa tecnologia:

I motori di ricerca tradizionali si basano in gran parte sulla frequenza con cui una parola viene visualizzata in una pagina web. Google utilizza PageRank™ per esaminare l’intera struttura di link del Web e determinare quali pagine sono più importanti.

http://www.google.it/intl/it/corporate/tech.html

PageRank interpreta un link da Pagina A a Pagina B come un voto per la Pagina B espresso dalla Pagina A.

PageRank considera inoltre l’importanza di ogni pagina che esprime un voto, in quanto i voti espressi da alcune pagine sono considerati di maggior valore, attribuendo quindi alla pagina collegata un valore più elevato. Le pagine importanti ricevono un PageRank maggiore e compaiono in alto nei risultati della ricerca.

E fin qui possiamo quasi essere d’accordo. Ma non sempre un link è un voto favorevole. E’ come dire che più si parla di una persona e più quella persona è importante e affidabile e è giusto che compaia sempre ai primi posti, davanti agli altri. Questo è sinonimo di meritocrazia?

E perché il link di un sito considerato importante dà più importanza alla pagina linkata? Questo significa che, se un personaggio famoso parla di qualcosa di inutile, allora quel qualcosa assume magicamente importanza.

Il motore di ricerca di Google analizza inoltre il contenuto delle pagine.

Il contenuto delle pagine, invece, va analizzato prima. Un sito è fatto di contenuti. I link servono per spostarsi da una pagina all’altra e da un sito all’altro, non per valutare contenuti.

Con questa politica Google ha trasformato il web in ciò che accade esattamente nella vita reale: i piccoli restano piccoli, anche se offrono prodotti di qualità, mentre i grandi saranno sempre più grandi.

Guardate Wikipedia, che compare sempre al primo posto con qualsiasi ricerca. Può essere ritenuta affidabile e completa per ogni chiave di ricerca? Ma Wikipedia sta ben attenta a non concedere link validi a nessuno, avendo capito subito il gioco di Google. E Facebook idem: non concede link validi, ma prende link ogni giorno, da tutto il mondo, e il suo predominio cresce.

Questo è il web creato da Google, per nulla semantico, per nulla meritocratico, ma basato su un sistema di valutazione infantile e impreciso.

E, soprattutto, infischiandosene del contesto.


Commenti

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3 commenti a “Google? Un motore di ricerca antiquato”

  1. Pikadilly il 7 giugno 2010 19:20

    Questo è troppo condivisibile.

    La storia del page rank a me ha fatto ridere da sempre, anche quando ero una smanettona 1.0.

    Ricordo nei vari forum la dicitura “passa page rank”.

    La validità del lavoro che si basa su un rettangolino verde? Una cretineria che ha fatto la fortuna di molti incompetenti.

  2. Daniele Imperi il 7 giugno 2010 20:10

    Grazie :)

    E il bello è che c’è ancora chi corre dietro al PR…

  3. Antonella il 8 giugno 2010 13:16

    Si concordo con te pienamente, anche a me è capitato di dover cercare delle immagini per bambini e volevo i personaggi della favola di “biancaneve” non immagini cosa ho trovato….

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