Sulla richiesta di rettifica online
Pubblicato il 27 luglio 2010 alle 04:19 pm | Archiviato in Internet
In questi giorni si sta parlando un po’ ovunque, nel web, della cosiddetta legge-bavaglio. Mentre in Islanda si vuole approvare una legge che protegge i blogger, mantenendo ben saldo l’inalienabile diritto alla libertà di espressione, in Italia i politici le studiano tutte per punire, colpire, zittire chiunque la pensi in maniera contraria. Contraria a cosa si deve ancora capire, poiché tutti e due i grandi schieramenti si sono mobilitati per uccidere la libertà di espressione su internet.
In base a questa ridicola richiesta di rettifica, chiunque faccia informazione politica o comunque d’attualità, nel web, potrebbe ricevere una richiesta per rettificare, nelle stesse modalità in cui ha pubblicato il suo articolo, ciò che ha scritto, entro e non oltre 48 ore dal ricevimento dell’email, pena una multa che può arrivare a parecchie migliaia di euro…
Così come è stata scritta, questa legge non dimostra altro che la profonda ignoranza che contraddistingue i politici di turno in materie informatiche in particolare e tecnologiche in generale. Ignoranza ben studiata, secondo me. Se una legge viene scritta appositamente per non poter essere rispettata, c’è allora del marcio dietro…
Perché questa legge potrebbe non essere rispettata?
- L’amministratore del sito è in vacanza (è un suo diritto).
- L’amministratore del sito sta male (capita).
- L’amministratore del sito non scarica la posta tutti i giorni (è un suo diritto).
- L’amministratore del sito non ha ricevuto l’email (capita).
- L’amministratore del sito ha troppo lavoro per poter rispondere a quell’email (è un suo diritto).
- C’è stato un blackout nella zona in cui si collega l’amministratore del sito (capita).
- C’è stato un guasto telefonico nella zona in cui si collega l’amministratore del sito (capita).
- C’è stato un problema al server di posta con cui si collega l’amministratore del sito (capita).
- Si sono incendiati la casa o l’ufficio dell’amministratore del sito (capita).
- Il computer dell’amministratore del sito si è rotto (capita).
E così via, con una lunga coda di validi motivi, da quelli familiari a quelli lavorativi, da quelli personali a quelli tecnici. Una legge scritta non tenendo conto di tutto ciò che ruota attorno sia a internet che alle persone.
Un’ennesima dimostrazione- se ce ne fosse stato bisogno- su quanto poco conta la vita stessa dei cittadini per chi si dà il turno dietro le poltrone d’oro del governo. Mentre altri paesi vanno avanti- ricordo che la Finlandia ha decretato che la banda larga è un diritto di tutti- l’Italia arretra sempre più a un medioevo mascherato di progresso tecnologico, dietro una falsa facciata di democrazia e libertà.
PS: se un giorno mi chiederai una rettifica di quello che ho scritto in questo articolo, o in altri, sappi fin da ora che non la riceverai. Quindi risparmia il tuo tempo. Che è denaro.
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3 commenti a “Sulla richiesta di rettifica online”
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Ti sei dimenticato di aggiungere che nemmeno la carta stampata ha obblighi così vincolanti. Un blogger o in generale il gestore di un sito si troverà ad avere più doveri senza avere gli stessi diritti dei fornitori di informazione “istituzionali”. Pheego, no?
Ah, quindi nessun finanziamento statale ai blog, come ai giornali???
Che strano, vero? Nessun finanziamento in nessuna forma, niente di niente!