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Il governo ha paura di internet

Pubblicato il 7 luglio 2009 alle 04:33 am | Archiviato in Internet 

“Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto – ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato – un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.” Guido Scorza

Logo dello sciopero del 14 luglioCi hanno provato più volte, da una parte politica e dall’altra. I due schieramenti perfettamente d’accordo su un unico punto: chiudere la bocca al cosiddetto popolo della rete. Internet non vista come un’opportunità, bensì come una minaccia.

I cittadini italiani possono parlare, scambiare informazioni, confrontarsi, denunciare, esprimersi contrariamente a ciò che il governo di turno promuove. I cittadini italiani hanno ora, grazie a internet, un megafono, per dire al paese come la pensano.

Internet permette di portare la voce di ognuno lontano e gratuitamente o comunque a costi sostenibili. E’ alla portata di tutti. E’ quasi ovunque. E’ virale. E’ veloce. E lascia il segno. E per questo è pericolosa e va bloccata. Chiusa. Imbavagliata.

Ma non con una legge ad hoc, bensì con l’inganno. Il bavaglio mascherato da comma e decreti, per farlo passare quasi inosservato.

La legge Levi-Prodi

Ricordate la famosa legge Levi-Prodi? Secondo quella legge-vergogna chiunque aveva un blog o un sito avrebbe dovuto registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se faceva informazione senza fini di lucro…

Ne parlò Beppe Grillo nel suo blog. Eravamo al 19 Ottobre 2007.

Disegno di legge antiblog: aggiornamenti della situazione

Un anno dopo, nel novembre 2008, c’è un aggiornamento della situazione. Dove stavano le modifiche? Da una parte si parlava che i siti personali erano esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, ma dall’altra, se questi siti esponevano annunci o banner, rientravano nelle attività di impresa.

Registrazione dei siti web, la Cassinelli 2.0

Roma – “La presente proposta di legge è stata redatta con il contributo e la collaborazione del popolo della rete internet, dei blogger italiani e dei tecnici delle riviste specializzate. Vuole far sì che coloro i quali sfruttano la rete internet per esprimere le proprie idee, attraverso, per esempio, i blog, possano utilizzare liberamente le moderne tecnologie, sempre nel rispetto delle leggi, senza però essere soffocati da inutili, e talvolta inopportuni, vincoli burocratici”.

Leggi l’articolo su Punto Informatico.

L’obbligo di rettifica per tutti i “siti informatici”

L’ultima vigliaccata contro internet dai legislatori italiani, il Decreto Alfano:

All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

In pratica, se qualcuno chiede rettifica di ciò che ho scritto, io ho 48 ore di tempo per pubblicare la rettifica.

E…

  1. se stessi male?
  2. se fossi in ospedale?
  3. se fossi in ferie, irraggiungibile?

Io ho scritto oltre 1.200 testi per il web. Prendiamo il caso estremo, e cioè che mi si chieda rettifica di tutto quello che ho scritto. In 48 ore pensate possa farcela? E non ho calcolato oltre 10.000 post su vari forum a cui sono iscritto. Né qualche altro migliaio di post nei vari newsgroup che un tempo frequentavo e che sono ancora online.

Conclusione

Il famigerato DDL intercettazioni con il suo carico di disposizioni “ammazza internet” che minacciano di “chiudere per rettifica” la Rete è approdato all’esame del Senato e, tra il 13 ed il 14 luglio potrebbe diventare legge. Dal blog di Guido Scorza.

Il 14 luglio 2009, quindi, ci sarà lo sciopero della rete. Il 14 luglio in questo blog sarà pubblicato un post di 0 parole e un’immagine, quella già presente a inizio articolo. Un’immagine che vale 1000 parole.

Da leggere


Commenti

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Un commento a “Il governo ha paura di internet”

  1. Le crociate contro internet il 23 giugno 2010 05:49

    [...] questo articolo ho riassunto le varie leggi mirate a ostacolare il libero pensiero nel web, dalla Levi-Prodi alle [...]

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