Che cosa NON è internet – 10 dichiarazioni
Pubblicato il 9 Novembre 2009 alle 05:40 am | Archiviato in Internet
Questo articolo rappresenta una sorta di contro-manifesto di internet. Non spiega che cosa è internet, bensì che cosa NON è. E’ tempo di spiegare alla gente che cosa NON sia questo mezzo di comunicazione.
Rappresenta alcuni dei principali luoghi comuni che l’ignoranza del mezzo, l’ignoranza nei confronti di internet, ha fatto suoi, e sbandiera in una inconsapevole (e talvolta consapevole) battaglia contro internet.
Una battaglia persa in partenza.
1. Internet NON è una fonte di risorse gratuite
Se da una parte è vero che internet è un’immensa fonte di informazioni liberamente condivisibili da chiunque, dall’altra è ancor più vero che internet non è un luogo virtuale in cui prelevare ogni informazione (testi, immagini, video, suoni) per ripubblicarla per i propri scopi. In questo caso si chiama plagio, ed è un reato. Condividere significa informare, non appropriarsi del lavoro altrui. Se consiglio a una persona un libro o un film, non mi approprio di quel libro o di quel film spacciandolo per mio. Scrivere “Fonte: internet (o web o la rete)” non giustifica il nostro plagio né ci scagiona da un reato.
2. Internet NON è un pericolo da evitare
L’errata convinzione di alcuni soggetti che internet sia un “luogo” pericoloso deve essere smantellata dalla mente. Internet è soltanto un mezzo di comunicazione, diverso e più avanzato degli altri. Se internet è da evitare, è allora da evitare anche il telefono, la posta cartacea, le strade, i negozi, gli stadi e qualsiasi altro luogo o oggetto che ci mette in comunicazione cogli altri. Il male si annida ovunque, ma questo non significa che “ovunque” sia il male. Internet è soltanto l’ultimo mezzo che la parte disonesta dell’umanità utilizza per scopi illeciti. Ma internet è anche l’ultimo mezzo che tante associazioni benefiche usano per migliorare il mondo in cui viviamo.
3. Internet NON è qualcosa che deve piacere
Internet esiste. Internet è il futuro. Internet è l’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Internet è fruibilità delle informazioni. Dire “A me internet non piace” è retrocedere a un passato di isolamento. E’ rinunciare a un grande progetto. E’ rinunciare a un potente mezzo di ricerca e di connessione. Non c’è posto, nel XXI secolo ormai avviato, per chi resta ancorato al passato, per chi rifiuta, solo per ignoranza personale, un mezzo di comunicazione che non si sforza di conoscere appieno. Internet non deve piacere perché forma di passatempo personale, ma perché è parte di noi e del nostro futuro. Internet deve piacere perché deve essere accettata come realtà odierna.
4. Internet NON è un bene riservato a pochi
Se davvero internet rappresenta il futuro- e lo rappresenta- allora non deve restare confinato alle grandi città industrializzate o ai centri abitati di una certa grandezza. In Italia esistono ancora paesi che non sono coperti da connessioni veloci. Questi paesi sono oggi quasi tagliati fuori da internet. Il web è cambiato e cambia di continuo. Video, blog, forum, social network sono ormai quasi irraggiungibili con una connessione analogica. Le istituzioni, non solo italiane ma di tutto il mondo, devono adoperarsi per offrire la possibilità a tutti di navigare su internet a velocità decenti. Devono fare pressione sui grandi colossi della comunicazione affinché tutte le zone siano coperte da una connessione ad alta velocità.
5. Internet NON è solo Facebook e chat
La televisione, come gli altri mezzi di comunicazione di massa, non aiuta di certo lo sviluppo di internet né fa qualcosa per diffondere credibilità all’invenzione più rivoluzionaria della storia. Un fenomeno, come quello di Facebook, viene immediatamente associato al significato di internet. Così come per molti internet equivale a chattare. Ma Facebook è soltanto un puntino rispetto alla grandezza e alle potenzialità di internet. La chat è soltanto uno degli innumerevoli servizi che può offrire internet. Oltre questo c’è il commercio elettronico. C’è la condivisione di informazioni. C’è la fruibilità di servizi e notizie in tempo reale. C’è l’azzeramento delle distanze che ci separano dalle persone care.
6. Internet NON è casa nostra
Che internet sia un luogo virtuale non significa che non sia un luogo. Anzi, è uno dei luoghi più pubblici che esistano, il più pubblico, forse, poiché ogni informazione che vi viene immessa è subito a disposizione di tutto il pianeta. E’ inutile parlare di buoni comportamenti, di migliorare la società in cui viviamo, se poi in rete, su internet, ognuno pensa ai propri scopi calpestando il lavoro altrui, non rispettando la proprietà altrui. Chi entra in un sito, in un blog, in un forum, in una community, sta entrando in casa altrui o in uno spazio condiviso, come se entrasse in un circolo culturale o sportivo. Il rispetto vale nella realtà quotidiana come in quella virtuale. Internet è anche la società in cui viviamo.
7. Internet NON è qualcosa da regolamentare
Ogni tanto spunta, come gramigna in un campo di grano, una legge che ha l’ipocrita presunzione di regolamentare internet, ma che invece, subdola, è un’arma per chiudere la bocca agli utenti. E in quei giorni il “popolo della rete” si mobilita scrivendo e firmando petizioni per bloccare sul nascere l’ennesima proposta di legge liberticida in un paese che si professa da decenni libero e democratico. Finché internet non sarà vista come uno strumento di comunicazione, il suo sviluppo- e con esso lo sviluppo di chi la usa- sarà sempre ostacolato dal retrogrado di turno. Internet va assecondata e spronata. Chi la usa per scopi illeciti sarà punito per una legge che già esiste, non ha bisogno che qualcuno ne crei un’altra a lui dedicata.
8. Internet NON è un mercato delle pulci
La gratuità e l’estrema semplicità di immissione di informazioni su internet ha creato col tempo una sorta di internet parallela. Da una parte gli utenti possono trovare siti di elevata qualità e, di conseguenza, di grande utilità, dall’altra gli stessi utenti si imbattono- specialmente negli ultimi anni- in siti privi di sostanza, creati appositamente per racimolare spiccioli coi programmi di affiliazione. Internet può e deve essere vista anche come una fonte di guadagno, ma che il guadagno sia da entrambi le parti in causa: utente e webmaster. Creare un sito che offre contenuti banali, o persino copiati e rimaneggiati, col solo scopo di produrre pagine e pagine di informazioni per giustificare gli annunci pubblicitari, equivale a stendere un telo in terra e vendere cianfrusaglie, spacciandole per beni di valore.
9. Internet NON è l’ultima ruota del carro
Se a una telefonata si risponde subito, se a un sms si risponde immediatamente, se una raccomandata ci fa smuovere dalla sedia, perché a un’email non si risponde se non dopo giorni e, spesso, non si risponde per niente? Internet, come mezzo di comunicazione, non può essere lasciata in disparte. Non rispondere a un’email entro un tempo ragionevole (e per ragionevole intendo questione di pochi minuti o poche ore al massimo) è come lasciar squillare il telefono a vuoto, accumulare sms senza risposta e non aprire una lettera. Dall’altra parte c’è un essere umano che ha donato parte del suo tempo e delle sue risorse (usura del pc, canone telefonico ed elettricità) per entrare in comunicazione con un altro essere umano.
10. Internet NON è sinonimo di mediocrità
Questa dichiarazione è dedicata a tutte quelle aziende e a tutti quei professionisti che lanciano la propria attività nel web con siti artigianali e amatoriali. Se è vero che internet permette di pubblicare online, tramite strumenti e programmi gratuiti, un sito o un blog in pochi minuti e senza alcuna difficoltà, dall’altra è anche vero che la propria attività in rete ha il medesimo valore di quella del mondo reale. Se nella vita reale un’azienda ha curato il suo ufficio, il suo negozio, se un professionista ha curato il proprio studio, perché su internet azienda e professionista si limitano a pubblicare siti mediocri o perfino inguardabili? Perché internet continua a essere vista come sinonimo di mediocrità? Pubblicare un sito scadente equivale ad accogliere un cliente in una baracca anziché in un ufficio, equivale a vendere la propria merce su un telo steso a terra anziché in un negozio.
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Ciao Daniele, hai scritto molte cose vere. Parecchie forse sono un pò di parte, cioè dalla parte di chi ha abbracciato da tempo le opportunità che offre internet, per esempio quelle sul tempo di risposta alle mail: Leggo la posta forse più di 10 volte al giorno, è normale che io ti rispondo subito, ma chi legge la posta ogni due giorni…
Oppure apri il discorso sul digital divided: Chi abita nei piccoli centri ha diritto anche ad un centro sportivo vicino, ad una piscina coperta, alla farmacia, ai prezzi del supermercato, ad un distributore della benzina vicino, alle scuole, all’università.
Io lavoro allo sviluppo della rete in cavi e so quanto costa, e costa come tutti questi altri servizi che chi abita in un piccolo centro dove non arriva l’adsl sicuramente non ha!
I servizi costano, non c’è nessuna amministrazione o ente supremo che mi garantisce l’Università per me ad un chilometro da casa.
Le case fuori dai centri abitati grossi costano di meno perchè ci sono meno servizi e chi sceglie di vivere in centri piccoli sa che non avrà tutti i servizi.
Io non ho la piscina coperta, l’Università, una palestra decente, un collegamento pubblico rapido con il mio posto di lavoro, ma ho l’adsl. Perchè senti l’adsl come una necessità impellente (ci sarebbero anche i collegamenti satellitari se vuoi, o l’adsl via cellulare) e non senti la necessità di poter far fare uno sport a mio figlio?
Il digital divided è una balla caro Daniele; C’è un social divided che è definito dal territorio in cui si vive e chi sceglie una casa bella, fuori dal traffico, fuori dal casino, sa bene quali sono i pro e i contro. l’adsl su rame è un altro servizio di cui non usufruirà!
Ciao
Cordialmente, Andrea
Ciao Andrea,
il mio post è su internet e basta, ovvio che reputo più necessario un ospedale e una scuola che un’adsl
Il problema è che sul web siamo ancora arretrati.
E’ tutto vero quello che tu dichiari, è evidente che tu hai esperienza di internet, ma hai mai pensato che creare un mondo di valore dovrebbe essere il primo comandamento per noi esseri umani, e parlo del mondo reale ovviamente, perchè ti meravigli dunque, se anche in un mondo virtuale ( internet ) esiste di tutto, compresa la mediocrità che forse è il male minore.
Gente geniale, onesta, generosa, c’è n’è tanta, ma esistono anche orribili squali, sia nella vita reale, che in quella virtuale. Tu credi che questi ultimi cambieranno idea?
Io ho due blog, e sono agli inizi, non amo copiare nessuno, ma per imparare navigo e cerco di capire le lezioni che i più esperti a volte generosi a volte meno, danno al loro pubblico, ed io non mi ritengo una concorrente, ma un’allieva, del resto sai bene che per poter davvero emergere occorrono qualità e tanto tempo. Spero di potere avere entrambe dalla mia parte, ma come nella vita vera anche un pochino di fortuna ti deve baciare.
Scusami se ho divagato, fai sicuramente bene a ricordare cosa dovrebbe essere internet, ad educare, molti sicuramente apprenderanno, ma altri e non pochi porteranno su internet la loro vera natura, ma credi davvero che ne saranno pienamente consapevoli?
Ciao Daniela,
non è una meraviglia la mia
E so bene che la gentaglia continuerà ad essere gentaglia anche su internet. Questo è soltanto il MIO manifesto- anzi il mio contro-manifesto- di internet. Ciò che penso io di internet.
Bello questo articolo… davvero azzeccato soprattutto il punto 6: non l’avevo mai vista in questi termini, ma internet è effettivamente un luogo pubblico, e come tale andrebbe frequentato nel rispetto degli altri, e lasciato “pulito e in ordine”
Grazie Alberto