Quando NON chiedere un preventivo per un sito
Pubblicato il settembre 3, 2009 | Archiviato in Web design
Era troppo facile scrivere un articolo su quando chiedere un preventivo per lo sviluppo di un sito. Non solo facile, ma riduttivo.
Vedere il problema dal punto di vista negativo suggerisce delle soluzioni. E’ come essere a scuola: la maestra ci dice che cosa NON si deve fare.
Fate finta che io sia il maestro (fare finta non vi costa nulla…): ho elencato 8d punti che illustrano, in base alla mia esperienza, quando un cliente NON dovrebbe chiedere un preventivo.
Questo non significa che la richiesta debba essere cestinata, ma che, per chiedere un preventivo, bisogna avere le idee chiare. Senza il minimo dubbio. Ne va del successo del proprio sito.
Quando NON chiedere un preventivo per un sito?
- Quando non si ha un’idea precisa del sito: è il classico dei classici. Si comincia a chiedere preventivi e poi, se il prezzo è abbordabile, allora si decide se fare il sito o meno. Il vero problema, in questo caso, è capire se il sito serve davvero o no: se serve, si deve fare, altrimenti no. Il preventivo va chiesto soltanto quando il sito è ben chiaro in mente, quando si ha una bozza del progetto.
- Quando non si hanno tutti i contenuti: se non si sa ancora quanto sarà grande il sito, quante pagine e quante informazioni avrà, è inutile chiedere un preventivo, poiché non sarà definitivo. E, soprattutto, in questo modo si rischia di trascurarne la parte fondamentale: i contenuti.
- Quando si è innamorati del sito di un altro: spesso un cliente, curiosando fra la concorrenza online, si imbatte in un bel sito e se ne innamora. Non ha ancora deciso come fare il proprio, ma è rimasto colpito da quel sito e chiede quindi il preventivo in base al sito del concorrente. Niente di più sbagliato. Un preventivo va chiesto per il proprio progetto, non per quello altrui.
- Quando non si hanno soldi da spendere: se non si ha un budget per il web, è inutile chiedere preventivi. Se non si ha un budget, farsi il sito da soli è una scelta sbagliata. L’immagine aziendale è da difendere. E un sito rappresenta la propria immagine nel web.
- Quando non si vogliono spendere soldi: se si pensa di avere un sito per 300 euro, è inutile chiedere preventivi. Un sito comporta conoscenze informatiche non indifferenti e tante ore lavorative. Nella ridicola somma di 300 euro tutto ciò non è contemplato.
- Quando si ha il web 2.0 fissato a fuoco nel cervello: molti hanno un’idea sbagliata del web 2.0. Non so bene cosa pensino, ma alcuni chiedono siti in “stile web 2.0”. Il web 2.0 NON è uno stile, ma un’evoluzione del web.
- Quando “ce l’hanno tutti, lo voglio pure io”: avere un sito perché adesso sono in molti ad averlo è sbagliato. Un sito rappresenta la vostra presenza nel web. Dovete averlo, quindi, NON perché ce l’hanno gli altri, ma perché a fine 2009 è ridicolo non essere presenti online.
- Quando si vuole usare flash per avere un sito “dinamico”: un sito dinamico non è un sito coi cartoni animati. E’ un sito che usa linguaggi di programmazione, come un portale, un blog, un e-commerce. Si chiama dinamico perché l’utente può interagire col sito.
E secondo voi quando non si dovrebbe chiedere un preventivo per un sito?
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Voglio un sito come quello
Pubblicato il giugno 24, 2009 | Archiviato in Web design
Vi è mai capitato un cliente che vi ha chiesto un preventivo in base a un sito visto in rete? O che abbia preteso le stesse pagine e le stesse funzioni del sito di un suo concorrente?
A me, ovviamente, è capitato.
Volere un sito esattamente identico, se non nella grafica quantomeno nelle sue funzioni e pagine, significa non avere le idee chiare sulla reale funzione del proprio sito.
Alla ricerca del sito perduto
Molti clienti spendono un’infinità di tempo cercando in rete un sito che faccia al caso loro. Si innamorano di un effetto grafico, di una funzione, di un menu, di uno o più elementi, insomma, visti in un altro sito. A quel punto non c’è nulla che gli possa togliere dalla testa quel sito: si identificano con esso, lo elevano a modello da emulare.
Questa attività è soltanto una perdita di tempo. Un sito, purtroppo, non è un oggetto che si possa vedere in vetrina e poi acquistare, magari ai saldi di fine stagione. Un sito è- e deve essere- frutto di un progetto dedicato.
Vedere cosa fa la concorrenza è cosa buona e giusta: ma per rendersi conto di quanto è forte la sua presenza nel web e cercare quindi di superarla, non di copiarla!
Un sito è in funzione del cliente, non il contrario
Un sito web è l’immagine del cliente in rete, della sua azienda, della sua professione. Va progettato e sviluppato secondo le reali esigenze dell’azienda o del professionista.
Va plasmato a immagine e somiglianza del cliente. Non può avvenire il contrario. Pretendere un sito identico a uno visto in rete significa perdere la propria identità e plasmarsi a sua immagine e somiglianza.
L’azienda e il professionista non sono più se stessi, ma si ritrasformano in funzione di un sito concorrente. Il loro sito non è più la loro immagine, non può più rappresentarli, perché ha già rappresentato altri.
Il cliente è un essere umano, non può essere adattato a un sito. E’ il sito che va adattato al cliente.
Copiare la concorrenza è controproducente
L’analisi della concorrenza deve portare alla produzione di strategie mirate per vincerla, per ottenere il massimo dal proprio sito e riuscire là dove i concorrenti hanno fallito.
Non c’è vanto ad avere un sito identico a un concorrente, anzi ci si pone un gradino sotto: io non ho saputo fare di meglio che copiarti… E’ davvero questo che volete?
Siete migliori o peggiori della vostra concorrenza? Se la copiate, la risposta è più che evidente. Superatela, e la concorrenza, anziché ridervi alle spalle, comincerà a preoccuparsi.
Conclusione
Progettate il vostro sito in funzione di ciò che realmente vi occorre, di ciò che produce la vostra azienda, dei servizi che offrite. Anche se il vostro sito non è a carattere commerciale, pensate ad esso come all’espressione di voi stessi, non di un altro.
Il sito siete voi.
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Come chiedere un preventivo per la realizzazione di un sito
Pubblicato il marzo 26, 2009 | Archiviato in Web design
Ricevo richieste di preventivi quasi ogni giorno, sia per nuove realizzazioni che per restyling di siti. Ormai ho un’idea ben radicata del cliente medio, del suo modo di esprimersi, delle sue richieste.
Chiedere un preventivo per la realizzazione di un sito web non è poi così difficile, così come non è poi così difficile capire cosa sia un sito web.
Bisogna, una volta per tutte (ma mentre scrivo so che non sarà così), sfatare il mito secondo il quale un sito web è un oggetto ben definito, con una precisa superficie, un suo peso, una sua funzione, un suo prezzo, quindi.
No. Non è così. Ogni sito è una creatura a sé stante, ha una superficie diversa dagli altri, un peso diverso, una diversa funzione e un diverso prezzo, quindi.
Non esiste “il sito”, bensì “un sito”. Un sito web non è determinato, bensì indeterminato. Si può determinare soltanto dopo aver esaminato il suo progetto. A quel punto un sito diventa “il sito”. A quel punto si può conoscere la sua superficie, il suo peso, la sua funzione e quindi il suo prezzo.
Le richieste tipiche del cliente medio
“Salve, vorrei un sito web sulla mia attività. Quanto mi verrebbe a costare?”
Risposta: “Non ne ho idea”.
Provate a chiedere a una ditta di costruzioni: “Salve, vorrei farmi costruire una casa. Quanto mi verrebbe a costare?”
Secondo voi che risposta riceverete? “Dove si troverà la vostra casa? Di quanti metri quadrati dovrà essere? Di quanti pianti? Come sarà strutturata?”
Perfetto, ecco che potete rivolgervi le stesse domande per il vostro sito: “Di quante pagine sarà? Come sarà strutturato? Che funzioni dovrà avere?” E tantissimi eccetera.
Le richieste atipiche del cliente medio
“Devo aprire un sito web di commercio elettronico ed essere online entro due settimane.”
“Mi serve un sito di e-commerce ed essere visibile ai primi posti su Google.”
Vediamo di fare chiarezza su tutte queste richieste.
Quando si parla di un sito, di un sito per la propria attività commerciale o comunque professionale, si sta parlando di un argomento delicato, non di un paio di pantofole. Un sito aziendale rappresenta l’immagine dell’azienda in rete. Se un negozio o un ufficio vengono visti e visitati da un numero ristretto di persone, un sito aziendale può essere visto potenzialmente da tutto il mondo.
Una sottile differenza, non trovate?
L’idea che l’italiano medio ha nei confronti di un sito è quella di un elemento di poco valore, mentre a un sito è invece affidata l’intera immagine- e di conseguenza la credibilità- dell’azienda o del professionista.
Il progetto di un sito non può essere lasciato al caso. Non si può avere fretta nella realizzazione del sito. Ne va del successo dell’azienda stessa, dello stesso professionista.
Il progetto di un sito deve essere il frutto di riunioni e riunioni per deciderne ogni dettaglio. Soltanto allora si dovrà mettere mano alla sua materiale realizzazione.
Un sito di commercio elettronico in due settimane? Forse servono oltre due mesi solo per il suo progetto.
Essere ai primi posti su Google? Nessuno potrà mai garantirvelo.
Consigli su come chiedere un preventivo per la realizzazione o il restyling di un sito
- Specificare la tipologia di attività dell’azienda o del professionista.
- Quantificare, se possibile, il numero di pagine e la loro funzione: alcune sono d’obbligo (home page, chi siamo, contatti); altre riguarderanno servizi e/o prodotti. Elencare quindi i vari servizi e prodotti che si intendono proporre e vendere nel sito e come si vorrebbe proporli e venderli, nel modo più dettagliato possibile.
- Specificare se si prevedono aggiornamenti al sito e con quale frequenza e se si vuole affidare gli aggiornamenti al realizzatore o farli da sé.
- Fornire un nominativo (nome e cognome del richiedente ed eventuale nome dell’azienda) a cui inviare il preventivo.
- Fornire l’indirizzo del sito di cui si richiede un restyling…
E’ chiaro che questi punti sono soltanto un inizio. Il web designer potrebbe avere bisogno di tante altre informazioni da chiedere, ma è comunque un inizio, che accelera senz’altro i tempi per l’invio di un preventivo dettagliato.
Dalle richieste del cliente medio si comprende come questi non abbia le idee chiare sul suo sito. Non tanto su come strutturarlo- un web designer saprà consigliarlo al meglio sulla struttura e la navigazione- quanto sul fatto stesso di avere un sito.
Avere o non avere un sito non è la stessa cosa. Averlo tanto per averlo, averlo perché tutti ce l’hanno non è il modo giusto di pensare. Tanto meglio non averlo, a quel punto.
Tornerò su questi argomenti ancora, perché il discorso non finisce qui e va approfondito. Con chiarezza e un pizzico di polemica.
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Crea il tuo sfondo con Bgpatterns
Pubblicato il dicembre 13, 2008 | Archiviato in Web design
Molti strumenti in rete permettono di velocizzare il web design, inteso nel senso di grafica web. Ho scoperto in rete Bgpatterns, un tool che permette di creare velocemente un background per pagine web.
Lo strumento si basa su alcune immagini preinserite, motivi floreali o astratti, cuori, stelle, piante ed altri oggetti.
Creare il proprio background
Entrando nel sito l’utente ha a disposizione due box. Nel primo ci sono gli strumenti per la creazione del background.
- Colors: è possibile personalizzare il proprio sfondo scegliendo il colore di fondo e quello dell’immagine.
- Canvas: cliccando su questa voce si può scegliere una tela da applicare allo sfondo, una sorta di “disturbo” che viene a sovrapporsi. Si possono definire sia le dimensioni che l’opacità.
- Image: questa voce ci mostra una vasta gamma di immagini per il nostro sfondo, suddivise per tipo (volute, stelle, fiori, cuori, simboli, alberi, vari). Anche per le immagini è possibile stabilirne le dimensioni e l’opacità, ma anche se farne apparire 4 o 5 nello sfondo.
- Rotate: un’ulteriore personalizzazione dello sfondo, ruotare l’immagine dell’angolo che desideriamo.
In ogni momento si può vedere un’anteprima dello sfondo che si sta creando, grazie al box di destra, che ci permette anche di scaricare lo sfondo oppure di salvarlo nel nostro profilo (per utenti registrati).
L’interfaccia è realizzata in modo da nascondere l’area di lavoro e farla riapparire, cliccando sulle voci Hide designer e Show designer poste in basso a destra.
Nascondendo l’area di lavoro si possono vedere le creazioni degli utenti e i voti che hanno ricevuto.
Ecco un esempio di sfondi che si possono creare con Bgpatterns:

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Il restyling del sito
Pubblicato il ottobre 10, 2008 | Archiviato in Web design
Quanti clienti sentono la necessità di avere un restyling del proprio sito web? E quanti sviluppatori si sono messi al lavoro per operare il restyling di un sito?
Mi capitano spesso richieste di preventivo per il restyling di un sito internet. Quasi sempre il sito in questione è stato realizzato dal cliente stesso, che ha imparato ad assemblare testi e immagini utilizzando Frontpage o, peggio, si è servito degli strumenti online offerti dalla società di hosting presso cui ha acquistato il proprio dominio.
Con questo articolo voglio elencare tutti i passi che seguo per rimodernare un sito, sia dal punto di vista grafico che strutturale, così che altri web designer possano contribuire con i procedimenti che seguono e i clienti possano capire cosa si cela dietro il restyling del loro sito.
Quanto costa il restyling di un sito?
A questa domanda non può essere data una risposta. Soprattutto NON chiedere mai a uno sviluppatore quanto costa un sito (ma su questo argomento torneremo in altra occasione).
Analisi del sito da ristrutturare
Non può essere redatto un preventivo senza prima aver analizzato il sito in questione.
Di solito il cliente ha l’accortezza di indicare il proprio sito nell’email di richiesta, ma questo non sempre avviene. In ogni caso procedo col visitare il sito, valutando in questo modo tutti gli interventi che necessita.
Ne esamino la navigazione e la navigabilità, l’usabilità, l’aspetto grafico e l’ottimizzazione per i motori di ricerca, l’impaginazione dei testi e la qualità di immagini e fotografie eventualmente presenti, la struttura (ossia la ripartizione delle pagine in sezioni e sottosezioni), la velocità di caricamento, la correttezza del codice e la compatibilità fra i vari browser di navigazione. Verifico anche che il logo esposto sia veramente un logo e non una gif creata con Word.
Non per ultimo controllo il dominio del sito, la pagina dei contatti, la struttura delle url (gli indirizzi web delle pagine).
Perché questo controllo?
E’ presto detto: un sito professionale, aziendale, non può essere ospitato in uno spazio gratuito. Un sito professionale, aziendale, non può esporre un’email gratuita, ma quella attinente al dominio. Un sito professionale, aziendale, deve avere le url ottimizzate per l’utente e per i motori di ricerca.
- Un esempio di dominio da evitare: http://avvocatobianchi.spaziowebpertutti.it
- Un esempio di dominio corretto: http://www.avvocatobianchi.it
- Un esempio di email da evitare: avvocatobianchi@hotmail.com
- Un esempio di email corretta: info@avvocatobianchi.it
- Un esempio di url da evitare: http://avvocatobianchi.spaziowebpertutti.it/Con.htm
- Un esempio di url corretta: http://www.avvocatobianchi.it/contatti.htm
Relazione sullo stato del sito e indicazione degli interventi da compiere
Successivamente scrivo una relazione dettagliata sulle condizioni in cui versa il sito, in base all’esame appena esposto nel precedente paragrafo, indicando, punto per punto, tutte le operazione che il sito necessita affinché possa essere facilmente navigato dagli utenti, apprezzato dai clienti, correttamente letto dai motori di ricerca.
Invio al cliente via email il documento della relazione in formato pdf.
Il preventivo
Se il cliente è d’accordo con quanto ho scritto ed accetta tutti gli interventi che ho elencato nella relazione, preparo un preventivo, che invio in formato pdf.
Il lavoro di restyling
All’approvazione del preventivo invio al cliente un contratto da firmare. Quindi mi metto al lavoro, procedendo come per il consueto lavoro di sviluppo siti.
Conclusioni
Il lavoro di restyling implica quindi del lavoro in più, il suo prezzo, almeno per me, non differisce da quello applicato allo stesso progetto da sviluppare ex novo.
Ciò che non va assolutamente fatto in un restyling è apportare modifiche alla struttura già presente. Mi riferisco ai casi in cui il sito in questione è assolutamente da rifare completamente. In questo caso si risparmia tempo e denaro a riscrivere (o semplicemente a scrivere) da capo il codice, affiancandolo ad una grafica compatibile e professionale.
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