Restyling per edgarallanpoe.it
Pubblicato il Marzo 10, 2010 | Archiviato in Web design
Il blog dedicato a Edgar Allan Poe è stato completamente ridisegnato. Questa volta non si tratta della modifica di un tema per WordPress già creato, ma l’ho realizzato partendo da zero.
Dopo aver creato la grafica con Photoshop, ho scritto il foglio di stile e l’xhtml. Quindi sono passato a “smontare” il modello nei vari file che compongono un tema per WordPress.
Ho preferito creare anche un logo, ormai stanco dell’uso di inutili titoli h1 per il nome del blog. Un blog, al pari di un sito, deve avere un logo che lo rappresenti.
C’è ancora qualche dettaglio da sistemare, ma il grosso del lavoro è fatto. Prossimo restyling: il presente sito, non appena l’ispirazione si affaccerà nella mia mente.
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Perché un sito non può costare 300 euro
Pubblicato il Settembre 8, 2009 | Archiviato in Web design
Anche se il web è pieno di offerte di siti per 300 euro, questo non è certo il prezzo giusto per lo sviluppo di un sito web. Ho scelto la cifra 300 quasi a caso, ma troverete offerte anche per 50 euro. Basta cercare.
Prima di pensare a quanto possa costare il vostro bel sito, prima di convincervi che il prezzo non può essere di 4 o più cifre, è bene che capiate che cosa c’è dietro la realizzazione di un sito internet. Che cosa si nasconde dietro le quinte.
Le conoscenze del web designer
La parola web designer, la figura professionale del web designer, è stata scelta semplicemente perché mi riguarda, ma avrei potuto usare la parola generica web master, così come qualcuno potrà usare la parola programmatore, ecc.
Ogni professione richiede determinate conoscenze, che vengono messe in pratica durante il lavoro.
Conoscenze grafiche
Un sito è costituito ovviamente da una parte grafica. Il web design richiede quindi specifiche conoscenze in ambito grafico. Ma anche attitudine e abilità e gusto estetico.
Per creare la grafica di un sito occorre conoscere determinati programmi di grafica, come photoshop e illustrator. E questo richiede tempo.
Conoscenze di linguaggi per il web
Un sito, così come lo vedete, è soltanto l’interpretazione che un browser dà al codice scritto dal web designer. Un sito è formato da numerose righe di codice.
Per lo sviluppo di un sito occorre conoscere principalmente il linguaggio HTML, ora anche l’XHTML, che sono linguaggi di marcatura, e il CSS, i fogli di stile, a cui si affida la tipografia del testo e la gestione degli elementi di una pagina web. Per alcuni tipi di siti sono richieste conoscenze dei linguaggi PHP e ASP.
Conoscenze di usabilità e accessibilità
Per qualcuno il termine usabilità non significa nulla, ma l’usabilità è un fattore essenziale nello sviluppo di un sito. In termini semplici, un sito deve essere facile da usare. L’usabilità misura quindi l’interazione utente-sito.
L’accessibilità, invece, è la qualità di un sito di fornire le informazioni a quanti più utenti possibile. Un sito realizzato completamente in flash non sarà accessibile a utenti con disabilità visive, per esempio.
Tutte queste conoscenze entrano in campo nella progettazione di un sito web.
Conoscenze di navigabilità
La struttura di un sito deve essere pensata in modo tale da risultare facilmente navigabile dall’utente. Un utente non può passare un’ora in un sito per capire come arrivare a una determinata pagina.
Come l’utente, anche i motori di ricerca devono poter navigare velocemente all’interno del sito.
Definire una buona struttura di navigazione fa parte dei compiti del web designer, in fase progettuale: ripartire la materia, le informazioni, in modo da ottenere una struttura semplice e leggera che faciliti le ricerche all’utente.
Conoscenze di ottimizzazione per i motori di ricerca
Una pagina web deve essere ottimizzata per i motori di ricerca: deve, cioè, poter raggiungere la massima efficienza nei risultati di una ricerca da parte degli utenti. Deve essere trovata, in breve.
Una pagina web, quindi, deve soddisfare alcuni requisiti. Ogni elemento della pagina, dal titolo al nome, dal testo alle immagini, deve essere ottimizzato per i motori.
Chi sviluppa un sito deve conoscere almeno le basi della search engine optimization (SEO).
Conoscenze di web marketing
Nello sviluppo di un sito sono richieste anche conoscenze di marketing applicato al web. Questo non significa che un web designer si occupi anche di web marketing, ma che, in fase di progettazione e realizzazione del sito, deve tenere conto di alcuni concetti base.
Consigliare un hosting gratuito, ad esempio, significa ignorare i rudimenti minimi della promozione online. Lo sviluppatore deve essere in grado di dare al cliente i consigli più basilari per la creazione del suo sito.
Autoformazione continua
Non si finisce mai di imparare. Le conoscenze, in materia di web, sono infinite. Il web è un argomento che si evolve di continuo. Quello che valeva 5 anni fa, adesso non conta più.
Per poter continuare la professione di sviluppatore bisogna quindi stare al passo coi tempi. Bisogna studiare ogni giorno. Leggere tutto ciò che offre la rete. Bisogna partecipare a discussioni nei propri ambiti lavorativi, nelle comunità online come blog, forum e social media.
Il lavoro del web designer
Grazie alle sue conoscenze, il web designer è in grado di creare un sito perfettamente funzionante, facilmente indicizzabile, usabile e navigabile.
Quale lavoro si cela dietro un sito?
Si parte dallo studio e dalla progettazione del sito, quindi alla realizzazione della grafica, alla scrittura del codice che costituirà la struttura del sito stesso, si dovranno scrivere i contenuti, impaginarli, in alcuni casi si dovrà installare un sistema di gestione dei contenuti, come nel caso dei siti di commercio elettronico e dei blog e, infine, si effettueranno i test di navigazione online.
Studio e progettazione del sito
La prima fase dello sviluppo di un sito è la sua progettazione. E questa viene effettuata su carta. Scrivendo appunti, note, facendo schizzi su una possibile grafica, per poter disporre la materia nel modo più gradevole e semplice possibile.
Non c’è un tempo definito per terminare la fase progettuale. Può anche protrarsi per un mese. O più. Dipende dal progetto, dal sito e dalle sue funzioni.
Scrittura dei contenuti
Una volta terminato il progetto si passa a scrivere i contenuti. La scrittura dei contenuti dovrebbe essere affidata a chi sa scrivere e a chi sa scrivere per il web.
I testi devono essere scritti in maniera semplice ed approfondita, tenendo conto dell’utente finale, del reale utilizzatore del sito.
Realizzazione della grafica bitmap
Con un programma di grafica, in genere Photoshop, si prepara la grafica del sito. Si simula, in un certo senso, una pagina web: in un’unica immagine il cliente potrà vedere come sarà il suo sito, distinguere i menu di navigazione, la testata, la parte dedicata ai testi, ecc.
Il lavoro richiede diverse ore, in funzione del tipo di grafica richiesta dal cliente e anche dalla tipologia stessa del sito.
Una volta approvata la grafica, si prepareranno le varie immagini che la comporranno, come sfondi, angoli, banner, ecc.
Web design del sito
In base al layout grafico il web designer creerà la struttura in XHTML e CSS, su cui si baserà il sito. Quindi, in breve, dovrà creare una pagina web esattamente identica all’immagine grafica che ha mostrato al cliente.
Questo richiede buone conoscenze dei CSS, i fogli di stile, poiché il sito dovrà essere compatibile coi maggiori browser di navigazione.
Installazione di CMS
Se il caso lo richiede, si dovrà installare un CMS, un sistema di gestione dei contenuti, come nei casi di blog e siti di e-commerce. L’installazione prevede la creazione di un database e poi la configurazione nel server del CMS.
Al CMS installato dovrà essere “montato” il layout del sito appena creato.
Tipografia del testo
L’impaginazione dei contenuti è un altro lavoro inerente lo sviluppo di un sito. I testi non possono essere copiati e incollati da un editor di testo a una pagina web.
Ogni pagina deve essere mostrata all’utente nel migliore dei modi, con titoli e grassetti che richiamino l’attenzione, con brevi paragrafi che facilitino la lettura.
Test di navigabilità
Una volta pronto, una volta messo online, si procede coi test di navigabilità, per controllare che tutto funzioni, che non manchi nulla.
Se il sito risponde a perfezione, allora il lavoro è finito. Il web è stato arricchito di un nuovo sito.
L’esempio dell’idraulico
E’ un classico, è stato fatto miliardi di volte, ma è un esempio che funziona sempre. Se siete disposti a pagare 100 euro a un idraulico che ha cambiato una guarnizione al vostro lavandino, per 20 minuti di lavoro, perché non ne volete pagare 1000 a un web designer che ha lavorato per un mese sul vostro bel sito?
Ai posteri l’ardua sentenza.
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Quando NON chiedere un preventivo per un sito
Pubblicato il Settembre 3, 2009 | Archiviato in Web design
Era troppo facile scrivere un articolo su quando chiedere un preventivo per lo sviluppo di un sito. Non solo facile, ma riduttivo.
Vedere il problema dal punto di vista negativo suggerisce delle soluzioni. E’ come essere a scuola: la maestra ci dice che cosa NON si deve fare.
Fate finta che io sia il maestro (fare finta non vi costa nulla…): ho elencato 8d punti che illustrano, in base alla mia esperienza, quando un cliente NON dovrebbe chiedere un preventivo.
Questo non significa che la richiesta debba essere cestinata, ma che, per chiedere un preventivo, bisogna avere le idee chiare. Senza il minimo dubbio. Ne va del successo del proprio sito.
Quando NON chiedere un preventivo per un sito?
- Quando non si ha un’idea precisa del sito: è il classico dei classici. Si comincia a chiedere preventivi e poi, se il prezzo è abbordabile, allora si decide se fare il sito o meno. Il vero problema, in questo caso, è capire se il sito serve davvero o no: se serve, si deve fare, altrimenti no. Il preventivo va chiesto soltanto quando il sito è ben chiaro in mente, quando si ha una bozza del progetto.
- Quando non si hanno tutti i contenuti: se non si sa ancora quanto sarà grande il sito, quante pagine e quante informazioni avrà, è inutile chiedere un preventivo, poiché non sarà definitivo. E, soprattutto, in questo modo si rischia di trascurarne la parte fondamentale: i contenuti.
- Quando si è innamorati del sito di un altro: spesso un cliente, curiosando fra la concorrenza online, si imbatte in un bel sito e se ne innamora. Non ha ancora deciso come fare il proprio, ma è rimasto colpito da quel sito e chiede quindi il preventivo in base al sito del concorrente. Niente di più sbagliato. Un preventivo va chiesto per il proprio progetto, non per quello altrui.
- Quando non si hanno soldi da spendere: se non si ha un budget per il web, è inutile chiedere preventivi. Se non si ha un budget, farsi il sito da soli è una scelta sbagliata. L’immagine aziendale è da difendere. E un sito rappresenta la propria immagine nel web.
- Quando non si vogliono spendere soldi: se si pensa di avere un sito per 300 euro, è inutile chiedere preventivi. Un sito comporta conoscenze informatiche non indifferenti e tante ore lavorative. Nella ridicola somma di 300 euro tutto ciò non è contemplato.
- Quando si ha il web 2.0 fissato a fuoco nel cervello: molti hanno un’idea sbagliata del web 2.0. Non so bene cosa pensino, ma alcuni chiedono siti in “stile web 2.0”. Il web 2.0 NON è uno stile, ma un’evoluzione del web.
- Quando “ce l’hanno tutti, lo voglio pure io”: avere un sito perché adesso sono in molti ad averlo è sbagliato. Un sito rappresenta la vostra presenza nel web. Dovete averlo, quindi, NON perché ce l’hanno gli altri, ma perché a fine 2009 è ridicolo non essere presenti online.
- Quando si vuole usare flash per avere un sito “dinamico”: un sito dinamico non è un sito coi cartoni animati. E’ un sito che usa linguaggi di programmazione, come un portale, un blog, un e-commerce. Si chiama dinamico perché l’utente può interagire col sito.
E secondo voi quando non si dovrebbe chiedere un preventivo per un sito?
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Voglio un sito come quello
Pubblicato il Giugno 24, 2009 | Archiviato in Web design
Vi è mai capitato un cliente che vi ha chiesto un preventivo in base a un sito visto in rete? O che abbia preteso le stesse pagine e le stesse funzioni del sito di un suo concorrente?
A me, ovviamente, è capitato.
Volere un sito esattamente identico, se non nella grafica quantomeno nelle sue funzioni e pagine, significa non avere le idee chiare sulla reale funzione del proprio sito.
Alla ricerca del sito perduto
Molti clienti spendono un’infinità di tempo cercando in rete un sito che faccia al caso loro. Si innamorano di un effetto grafico, di una funzione, di un menu, di uno o più elementi, insomma, visti in un altro sito. A quel punto non c’è nulla che gli possa togliere dalla testa quel sito: si identificano con esso, lo elevano a modello da emulare.
Questa attività è soltanto una perdita di tempo. Un sito, purtroppo, non è un oggetto che si possa vedere in vetrina e poi acquistare, magari ai saldi di fine stagione. Un sito è- e deve essere- frutto di un progetto dedicato.
Vedere cosa fa la concorrenza è cosa buona e giusta: ma per rendersi conto di quanto è forte la sua presenza nel web e cercare quindi di superarla, non di copiarla!
Un sito è in funzione del cliente, non il contrario
Un sito web è l’immagine del cliente in rete, della sua azienda, della sua professione. Va progettato e sviluppato secondo le reali esigenze dell’azienda o del professionista.
Va plasmato a immagine e somiglianza del cliente. Non può avvenire il contrario. Pretendere un sito identico a uno visto in rete significa perdere la propria identità e plasmarsi a sua immagine e somiglianza.
L’azienda e il professionista non sono più se stessi, ma si ritrasformano in funzione di un sito concorrente. Il loro sito non è più la loro immagine, non può più rappresentarli, perché ha già rappresentato altri.
Il cliente è un essere umano, non può essere adattato a un sito. E’ il sito che va adattato al cliente.
Copiare la concorrenza è controproducente
L’analisi della concorrenza deve portare alla produzione di strategie mirate per vincerla, per ottenere il massimo dal proprio sito e riuscire là dove i concorrenti hanno fallito.
Non c’è vanto ad avere un sito identico a un concorrente, anzi ci si pone un gradino sotto: io non ho saputo fare di meglio che copiarti… E’ davvero questo che volete?
Siete migliori o peggiori della vostra concorrenza? Se la copiate, la risposta è più che evidente. Superatela, e la concorrenza, anziché ridervi alle spalle, comincerà a preoccuparsi.
Conclusione
Progettate il vostro sito in funzione di ciò che realmente vi occorre, di ciò che produce la vostra azienda, dei servizi che offrite. Anche se il vostro sito non è a carattere commerciale, pensate ad esso come all’espressione di voi stessi, non di un altro.
Il sito siete voi.
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Come chiedere un preventivo per la realizzazione di un sito
Pubblicato il Marzo 26, 2009 | Archiviato in Web design
Ricevo richieste di preventivi quasi ogni giorno, sia per nuove realizzazioni che per restyling di siti. Ormai ho un’idea ben radicata del cliente medio, del suo modo di esprimersi, delle sue richieste.
Chiedere un preventivo per la realizzazione di un sito web non è poi così difficile, così come non è poi così difficile capire cosa sia un sito web.
Bisogna, una volta per tutte (ma mentre scrivo so che non sarà così), sfatare il mito secondo il quale un sito web è un oggetto ben definito, con una precisa superficie, un suo peso, una sua funzione, un suo prezzo, quindi.
No. Non è così. Ogni sito è una creatura a sé stante, ha una superficie diversa dagli altri, un peso diverso, una diversa funzione e un diverso prezzo, quindi.
Non esiste “il sito”, bensì “un sito”. Un sito web non è determinato, bensì indeterminato. Si può determinare soltanto dopo aver esaminato il suo progetto. A quel punto un sito diventa “il sito”. A quel punto si può conoscere la sua superficie, il suo peso, la sua funzione e quindi il suo prezzo.
Le richieste tipiche del cliente medio
“Salve, vorrei un sito web sulla mia attività. Quanto mi verrebbe a costare?”
Risposta: “Non ne ho idea”.
Provate a chiedere a una ditta di costruzioni: “Salve, vorrei farmi costruire una casa. Quanto mi verrebbe a costare?”
Secondo voi che risposta riceverete? “Dove si troverà la vostra casa? Di quanti metri quadrati dovrà essere? Di quanti pianti? Come sarà strutturata?”
Perfetto, ecco che potete rivolgervi le stesse domande per il vostro sito: “Di quante pagine sarà? Come sarà strutturato? Che funzioni dovrà avere?” E tantissimi eccetera.
Le richieste atipiche del cliente medio
“Devo aprire un sito web di commercio elettronico ed essere online entro due settimane.”
“Mi serve un sito di e-commerce ed essere visibile ai primi posti su Google.”
Vediamo di fare chiarezza su tutte queste richieste.
Quando si parla di un sito, di un sito per la propria attività commerciale o comunque professionale, si sta parlando di un argomento delicato, non di un paio di pantofole. Un sito aziendale rappresenta l’immagine dell’azienda in rete. Se un negozio o un ufficio vengono visti e visitati da un numero ristretto di persone, un sito aziendale può essere visto potenzialmente da tutto il mondo.
Una sottile differenza, non trovate?
L’idea che l’italiano medio ha nei confronti di un sito è quella di un elemento di poco valore, mentre a un sito è invece affidata l’intera immagine- e di conseguenza la credibilità- dell’azienda o del professionista.
Il progetto di un sito non può essere lasciato al caso. Non si può avere fretta nella realizzazione del sito. Ne va del successo dell’azienda stessa, dello stesso professionista.
Il progetto di un sito deve essere il frutto di riunioni e riunioni per deciderne ogni dettaglio. Soltanto allora si dovrà mettere mano alla sua materiale realizzazione.
Un sito di commercio elettronico in due settimane? Forse servono oltre due mesi solo per il suo progetto.
Essere ai primi posti su Google? Nessuno potrà mai garantirvelo.
Consigli su come chiedere un preventivo per la realizzazione o il restyling di un sito
- Specificare la tipologia di attività dell’azienda o del professionista.
- Quantificare, se possibile, il numero di pagine e la loro funzione: alcune sono d’obbligo (home page, chi siamo, contatti); altre riguarderanno servizi e/o prodotti. Elencare quindi i vari servizi e prodotti che si intendono proporre e vendere nel sito e come si vorrebbe proporli e venderli, nel modo più dettagliato possibile.
- Specificare se si prevedono aggiornamenti al sito e con quale frequenza e se si vuole affidare gli aggiornamenti al realizzatore o farli da sé.
- Fornire un nominativo (nome e cognome del richiedente ed eventuale nome dell’azienda) a cui inviare il preventivo.
- Fornire l’indirizzo del sito di cui si richiede un restyling…
E’ chiaro che questi punti sono soltanto un inizio. Il web designer potrebbe avere bisogno di tante altre informazioni da chiedere, ma è comunque un inizio, che accelera senz’altro i tempi per l’invio di un preventivo dettagliato.
Dalle richieste del cliente medio si comprende come questi non abbia le idee chiare sul suo sito. Non tanto su come strutturarlo- un web designer saprà consigliarlo al meglio sulla struttura e la navigazione- quanto sul fatto stesso di avere un sito.
Avere o non avere un sito non è la stessa cosa. Averlo tanto per averlo, averlo perché tutti ce l’hanno non è il modo giusto di pensare. Tanto meglio non averlo, a quel punto.
Tornerò su questi argomenti ancora, perché il discorso non finisce qui e va approfondito. Con chiarezza e un pizzico di polemica.
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