Quanto costa un sito come quello?
Pubblicato il Giugno 9, 2010 | Archiviato in Web design
Vorrei aprire un dibattito sul solito discorso del preventivo per lo sviluppo di siti web. Questa volta, però, parlando non delle informazioni poco chiare che il cliente “medio” dà al web designer o alla web agency, ma delle informazioni nulle.
Quanto costa un sito come quello?
Questa è una domanda ricorrente. Questa è una domanda sbagliata, anche. Il perché è presto detto. Il cliente che la pone:
- non ha ancora un’idea del sito che vuole farsi sviluppare;
- non ha ancora un progetto dettagliato del suo sito;
- non ha ancora chiaro in mente che cosa sia un sito.
In tutti e tre i casi il problema è lo stesso: un sito è unico come chi lo possiede.
Perché non si può rispondere a questa domanda?
Perché:
- non sono io che ho fatto il sito di cui mi sta chiedendo il cliente;
- non so come sia stato realizzato (leggi: è stato usato un CMS particolare o altre tecnologie non visibili macroscopicamente?);
- non so da chi sia stato realizzato (leggi: ognuno ha i suoi prezzi);
- non so quanto di quello che è online è stato fornito da terzi e quanto dal cliente;
In ogni caso il problema è lo stesso: un sito va creato in base alle precise esigenze del cliente e della sua azienda.
Vademecum del cliente e del suo sito
- Il vostro sito costerà quello che dovrà costare, ma mai quanto è costato a un altro.
- Il vostro sito, anche se fatto dello stesso numero di pagine di quello di un vostro concorrente, potrebbe costare tanto dieci volte di meno, quanto dieci volte di più.
- Il vostro sito potrebbe (e dovrebbe) essere completamente differente da quello del vostro concorrente.
- Il vostro sito non può essere definito in base a un prezzo, ma a una reale necessità.
- Il vostro sito vale quanto offre e quanto riesce a guadagnare.
- Il vostro sito è il frutto di ciò che avete dimostrato negli anni ai vostri clienti e di quello che continuerete a dimostrare loro.
- Il vostro sito non è una presenza virtuale fine a se stessa, ma è la vostra presenza virtuale, che si ripercuoterà su quella reale.
- Il vostro sito è una traccia che lascerà memoria nel web, così come la lascerete voi nel mondo.
- Il vostro sito deve essere pianificato come è stata pianificata la vostra attività commerciale o professionale.
- Il vostro sito non deve essere un sito a ogni costo, altrimenti è meglio non averlo.
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Il codice della strada applicato al web
Pubblicato il Maggio 27, 2010 | Archiviato in Web design
Sette consigli per un buon sito
Se nella vita reale dobbiamo rispettare il codice della strada, per non mettere a rischio la vita nostra e degli altri, così nel web, nel mondo virtuale, bisognerebbe rispettare un codice di comportamento, per non mettere a rischio il successo del nostro sito.
Distanza di sicurezza fra i link
Spesso i link del menu di navigazione sono troppo vicini fra loro. Anche le linee guida sull’accessibilità dei siti consigliano di separare i link uno dall’altro. Non è solo un fatto di accessibilità, ma di praticità.
Accade spesso che, cercando di clickare su un link, apro invece un’altra pagina, perché la distanza che separa quelle voci di menu è talmente sottile da non permettermi di colpire nel segno.
Divieto di sosta
Non aggiornare un sito equivale a mettere su quel sito un divieto di sosta. Equivale a far allontanare l’utente da quel sito.
Un sito web, invece, un blog, un portale, devono essere strade su cui arrivare e sostare.
Parcheggio
Parcheggiare domini è di uso comune. Si acquistano per poi lasciarli vegetare, o invecchiare…
D’accordo, posso acquistare un dominio per un progetto che ho in mente, per poi abbandonarlo perché non più interessante. Nessun problema. Ma parcheggiarlo soltanto per racimolare spiccioli con Adsense non ha utilità né per il malcapitato utente che ci approda né per il barbone che lo pubblica.
Divieto di segnalazioni acustiche
Le musiche nei siti hanno davvero qualche utilità? Se un utente naviga dal lavoro, è plausibile che disturbi i colleghi con suoni che assecondano il gusto musicale di chi ha li inseriti?
E che dire di tutti quelli che, come me, navigano e lavorano al pc a casse spente? E che dire dell’inutile appesantimento della pagina con codice in eccesso che non ha alcuna utilità né logica giustificazione?
Attraversamento bambini
Attenzione al linguaggio e alle immagini che si usano.
Il web è una piazza pubblica. Anche se sono sempre più convinto che i minori non debbano navigare soli, è bene segnalare nel proprio sito se sono presenti contenuti per adulti (immagini forti, parolacce, scene di nudo, ecc.), proprio come viene fatto in TV (anche se non mi spiego per quale motivo venga fatto solo per i film e non per gli spettacoli…).
Divieto di accesso
Impossibile entrare per la pesantezza del sito. Esistono blog che sono talmente imbottiti di immagini, animazioni, film, che è impossibile, anche con una connessione superveloce, entrarci o aprire l’intera pagina in un tempo ragionevole. Il tempo è ragionevole quando si aggira intorno alla manciata di secondi.
Esagerazione? Forse, facciamo allora 20-30 secondi per aprire l’intera pagina.
Strada senza uscita
Quando l’utente non sa che fare. Vi è mai capitato? In molti siti- e giuro che non sto esagerando- mi sono ritrovato a restare imbambolato davanti alla home page senza sapere come muovermi, dove clickare, che fare…
Che cosa avevo davanti? In diversi casi non l’ho capito. Non si riusciva a comprendere il menu di navigazione, o perché il web master aveva usato troppa fantasia e creatività per realizzarlo o perché davvero mancava… Un sito è fatto per gli utenti, dunque fate in modo che gli utenti sappiano come muoversi nel vostro sito.
Vi vengono in mente altri segnali stradali da applicare ai siti web?
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Il mio sito fa veramente pena
Pubblicato il Maggio 3, 2010 | Archiviato in Web design
Questo è quanto è emerso da illustri lettori e utenti che frequentano il sito o che, come malcapitati, si sono imbattuti in esso.
Questo è senz’altro un giudizio soggettivo, che io posso condividere o meno.
Questo è anche- e soprattutto- un giudizio gratuito, non richiesto. Non si entra in casa altrui criticandone l’arredamento. Casomai l’ospitalità e la persona.
Questo è inoltre un modo vile di comunicare, poiché chi ha scritto, tanto per fare cosa nuova, è un anonimo. Non si entra in casa altrui senza presentarsi. Ma ho già scritto dei conigli del web, i quali, come i conigli dei campi, vengono generati in gran numero. La mamma dei conigli (del web) è sempre incinta.
il tuo sito fa veramente pena per uno che fa siti hai una pessima presentazione … consiglio rifallo rendendolo presentabile
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A parte i commenti che potrei fare sull’uso della punteggiatura, ma sicuramente l’utente aveva fretta, mi domando cosa importi a certa gente della grafica del mio sito. Ai clienti nessuna, poiché le richieste di preventivo giungono ogni settimana.
Che il sito non sia presentabile è affar mio, non della comunità. Se proprio qualcuno non riesce a tenere a freno la mano sulla tastiera, può commentare quello che scrivo, firmandosi, ma non può criticare senza essere stato invitato a farlo, semplicemente perché non ne vedo il motivo.
Perché scrivere in maniera anonima? Che cosa spinge questi maestri- perché è indubbio che lo siano, anche se non si sa di cosa- a scrivere critiche- e talvolta insulti- senza avere il coraggio di mostrarsi?
Perché non rinnovo la grafica del mio sito
- Perché sono affari miei: e come motivo mi sembra più che legittimo.
- Perché non ne ho voglia: e anche questo motivo è più che plausibile.
- Perché mi manca l’ispirazione: è la ruota che fa girare l’arte, se manca, l’arte si ferma.
- Perché, altrimenti, non riceverei critiche anonime e mi mancherebbero la possibilità e il gusto perverso di scrivere articoli come questo.
Sic scripsi.
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Restyling per edgarallanpoe.it
Pubblicato il Marzo 10, 2010 | Archiviato in Web design
Il blog dedicato a Edgar Allan Poe è stato completamente ridisegnato. Questa volta non si tratta della modifica di un tema per WordPress già creato, ma l’ho realizzato partendo da zero.
Dopo aver creato la grafica con Photoshop, ho scritto il foglio di stile e l’xhtml. Quindi sono passato a “smontare” il modello nei vari file che compongono un tema per WordPress.
Ho preferito creare anche un logo, ormai stanco dell’uso di inutili titoli h1 per il nome del blog. Un blog, al pari di un sito, deve avere un logo che lo rappresenti.
C’è ancora qualche dettaglio da sistemare, ma il grosso del lavoro è fatto. Prossimo restyling: il presente sito, non appena l’ispirazione si affaccerà nella mia mente.
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Perché un sito non può costare 300 euro
Pubblicato il Settembre 8, 2009 | Archiviato in Web design
Anche se il web è pieno di offerte di siti per 300 euro, questo non è certo il prezzo giusto per lo sviluppo di un sito web. Ho scelto la cifra 300 quasi a caso, ma troverete offerte anche per 50 euro. Basta cercare.
Prima di pensare a quanto possa costare il vostro bel sito, prima di convincervi che il prezzo non può essere di 4 o più cifre, è bene che capiate che cosa c’è dietro la realizzazione di un sito internet. Che cosa si nasconde dietro le quinte.
Le conoscenze del web designer
La parola web designer, la figura professionale del web designer, è stata scelta semplicemente perché mi riguarda, ma avrei potuto usare la parola generica web master, così come qualcuno potrà usare la parola programmatore, ecc.
Ogni professione richiede determinate conoscenze, che vengono messe in pratica durante il lavoro.
Conoscenze grafiche
Un sito è costituito ovviamente da una parte grafica. Il web design richiede quindi specifiche conoscenze in ambito grafico. Ma anche attitudine e abilità e gusto estetico.
Per creare la grafica di un sito occorre conoscere determinati programmi di grafica, come photoshop e illustrator. E questo richiede tempo.
Conoscenze di linguaggi per il web
Un sito, così come lo vedete, è soltanto l’interpretazione che un browser dà al codice scritto dal web designer. Un sito è formato da numerose righe di codice.
Per lo sviluppo di un sito occorre conoscere principalmente il linguaggio HTML, ora anche l’XHTML, che sono linguaggi di marcatura, e il CSS, i fogli di stile, a cui si affida la tipografia del testo e la gestione degli elementi di una pagina web. Per alcuni tipi di siti sono richieste conoscenze dei linguaggi PHP e ASP.
Conoscenze di usabilità e accessibilità
Per qualcuno il termine usabilità non significa nulla, ma l’usabilità è un fattore essenziale nello sviluppo di un sito. In termini semplici, un sito deve essere facile da usare. L’usabilità misura quindi l’interazione utente-sito.
L’accessibilità, invece, è la qualità di un sito di fornire le informazioni a quanti più utenti possibile. Un sito realizzato completamente in flash non sarà accessibile a utenti con disabilità visive, per esempio.
Tutte queste conoscenze entrano in campo nella progettazione di un sito web.
Conoscenze di navigabilità
La struttura di un sito deve essere pensata in modo tale da risultare facilmente navigabile dall’utente. Un utente non può passare un’ora in un sito per capire come arrivare a una determinata pagina.
Come l’utente, anche i motori di ricerca devono poter navigare velocemente all’interno del sito.
Definire una buona struttura di navigazione fa parte dei compiti del web designer, in fase progettuale: ripartire la materia, le informazioni, in modo da ottenere una struttura semplice e leggera che faciliti le ricerche all’utente.
Conoscenze di ottimizzazione per i motori di ricerca
Una pagina web deve essere ottimizzata per i motori di ricerca: deve, cioè, poter raggiungere la massima efficienza nei risultati di una ricerca da parte degli utenti. Deve essere trovata, in breve.
Una pagina web, quindi, deve soddisfare alcuni requisiti. Ogni elemento della pagina, dal titolo al nome, dal testo alle immagini, deve essere ottimizzato per i motori.
Chi sviluppa un sito deve conoscere almeno le basi della search engine optimization (SEO).
Conoscenze di web marketing
Nello sviluppo di un sito sono richieste anche conoscenze di marketing applicato al web. Questo non significa che un web designer si occupi anche di web marketing, ma che, in fase di progettazione e realizzazione del sito, deve tenere conto di alcuni concetti base.
Consigliare un hosting gratuito, ad esempio, significa ignorare i rudimenti minimi della promozione online. Lo sviluppatore deve essere in grado di dare al cliente i consigli più basilari per la creazione del suo sito.
Autoformazione continua
Non si finisce mai di imparare. Le conoscenze, in materia di web, sono infinite. Il web è un argomento che si evolve di continuo. Quello che valeva 5 anni fa, adesso non conta più.
Per poter continuare la professione di sviluppatore bisogna quindi stare al passo coi tempi. Bisogna studiare ogni giorno. Leggere tutto ciò che offre la rete. Bisogna partecipare a discussioni nei propri ambiti lavorativi, nelle comunità online come blog, forum e social media.
Il lavoro del web designer
Grazie alle sue conoscenze, il web designer è in grado di creare un sito perfettamente funzionante, facilmente indicizzabile, usabile e navigabile.
Quale lavoro si cela dietro un sito?
Si parte dallo studio e dalla progettazione del sito, quindi alla realizzazione della grafica, alla scrittura del codice che costituirà la struttura del sito stesso, si dovranno scrivere i contenuti, impaginarli, in alcuni casi si dovrà installare un sistema di gestione dei contenuti, come nel caso dei siti di commercio elettronico e dei blog e, infine, si effettueranno i test di navigazione online.
Studio e progettazione del sito
La prima fase dello sviluppo di un sito è la sua progettazione. E questa viene effettuata su carta. Scrivendo appunti, note, facendo schizzi su una possibile grafica, per poter disporre la materia nel modo più gradevole e semplice possibile.
Non c’è un tempo definito per terminare la fase progettuale. Può anche protrarsi per un mese. O più. Dipende dal progetto, dal sito e dalle sue funzioni.
Scrittura dei contenuti
Una volta terminato il progetto si passa a scrivere i contenuti. La scrittura dei contenuti dovrebbe essere affidata a chi sa scrivere e a chi sa scrivere per il web.
I testi devono essere scritti in maniera semplice ed approfondita, tenendo conto dell’utente finale, del reale utilizzatore del sito.
Realizzazione della grafica bitmap
Con un programma di grafica, in genere Photoshop, si prepara la grafica del sito. Si simula, in un certo senso, una pagina web: in un’unica immagine il cliente potrà vedere come sarà il suo sito, distinguere i menu di navigazione, la testata, la parte dedicata ai testi, ecc.
Il lavoro richiede diverse ore, in funzione del tipo di grafica richiesta dal cliente e anche dalla tipologia stessa del sito.
Una volta approvata la grafica, si prepareranno le varie immagini che la comporranno, come sfondi, angoli, banner, ecc.
Web design del sito
In base al layout grafico il web designer creerà la struttura in XHTML e CSS, su cui si baserà il sito. Quindi, in breve, dovrà creare una pagina web esattamente identica all’immagine grafica che ha mostrato al cliente.
Questo richiede buone conoscenze dei CSS, i fogli di stile, poiché il sito dovrà essere compatibile coi maggiori browser di navigazione.
Installazione di CMS
Se il caso lo richiede, si dovrà installare un CMS, un sistema di gestione dei contenuti, come nei casi di blog e siti di e-commerce. L’installazione prevede la creazione di un database e poi la configurazione nel server del CMS.
Al CMS installato dovrà essere “montato” il layout del sito appena creato.
Tipografia del testo
L’impaginazione dei contenuti è un altro lavoro inerente lo sviluppo di un sito. I testi non possono essere copiati e incollati da un editor di testo a una pagina web.
Ogni pagina deve essere mostrata all’utente nel migliore dei modi, con titoli e grassetti che richiamino l’attenzione, con brevi paragrafi che facilitino la lettura.
Test di navigabilità
Una volta pronto, una volta messo online, si procede coi test di navigabilità, per controllare che tutto funzioni, che non manchi nulla.
Se il sito risponde a perfezione, allora il lavoro è finito. Il web è stato arricchito di un nuovo sito.
L’esempio dell’idraulico
E’ un classico, è stato fatto miliardi di volte, ma è un esempio che funziona sempre. Se siete disposti a pagare 100 euro a un idraulico che ha cambiato una guarnizione al vostro lavandino, per 20 minuti di lavoro, perché non ne volete pagare 1000 a un web designer che ha lavorato per un mese sul vostro bel sito?
Ai posteri l’ardua sentenza.
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