Come rispondere velocemente da casa a Chi vuol essere milionario

Pubblicato il dicembre 10, 2008 | Archiviato in Internet

Avete letto bene, non è uno scherzo. Che cosa c’entra una trasmissione televisiva con l’informatica? Beh, se l’informatica venisse utilizzata più spesso e meglio, tutti noi ne avremmo i giusti benefici. Anche se avessimo un amico o parente che partecipa ad una trasmissione come Chi vuol essere milionario.

Quante volte gli aiuti da casa sono stati miseramente sprecati? Tante, troppe. Le cause? E’ presto detto:

  1. tempo perso nel chiedere l’aiuto da parte del concorrente;
  2. tempo perso nel trovare la risposta da parte di chi sta a casa.

Il tempo va ottimizzato, si hanno a disposizione soltanto 30 secondi. L’informatica non può venire incontro al concorrente, che deve soltanto essere veloce e chiaro nel formulare la sua domanda. Meno tempo impiegherà per porla, più tempo darà a disposizione a chi sta a casa per trovare la risposta.

L’informatica viene però incontro a chi sta a casa.

Impiego un massimo di 6-7 secondi per trovare la giusta risposta. Come? Grazie appunto all’informatica.

Ingredienti per rispondere velocemente a Chi vuol essere milionario

  1. Un computer;
  2. una connessione ADSL;
  3. il motore di ricerca Google.

Preparazione

Prima di ricevere la telefonata dalla trasmissione, premurarsi di avere acceso il proprio computer ed attivato la connessione a internet.

Aprire la home page di Google e tenersi pronti a digitare velocemente la parola da cercare.

Ricevuta dal concorrente la parola, digitarla e cliccare sul tasto Invio.

Focalizzare lo sguardo sui titoli e le descrizioni ottenute nelle pagine dei risultati.

Qualche sera fa la parola da cercare era “Nigritella”.

Ecco la pagina dei risultati che ho avuto:

Serp Nigritella

Leggere titolo e descrizione della pagina è importante per qualsiasi ricerca. Aiuta a capire velocemente di cosa tratta la pagina.

In questo caso si scarta immediatamente il primo risultato, poiché la risposta giusta non potrà certo essere un hotel…

Nel secondo risultato leggiamo la parola “Fiori” nel titolo, mentre nella descrizione del terzo risultato il fatto che la risposta sia un fiore viene confermato dalla parola “Orchidiacee”.

C’era un fiore come possibile risposta? Sì!

Tempo stimato per la ricerca circa 5 secondi.

In quel caso riuscirono ugualmente a dare la riposta giusta alla concorrente, ma sprecando parecchio tempo. Senza contare che la concorrente avrà impiegato una decina di secondi soltanto per fare lo spelling della parola… quando sarebbe stato meglio suggerire le 4 possibilità, in modo da restringere immediatamente i campi di ricerca.

Per concludere: imparate ad utilizzare al meglio l’informatica e gli strumenti che ci mette a disposizione, ne avrete soltanto dei vantaggi.

Anche chi partecipa a Chi vuol essere milionario. :)

Bee Day, il meeting dei collaboratori di HTML.it

Pubblicato il settembre 27, 2008 | Archiviato in Internet

Mascotte del Bee DaySono appena tornato dal Bee Day, il primo meeting dei collaboratori del network di HTML.it. Da alcuni mesi collaboro con loro, anche se in veste di vignettista per il blog OneComics.

E’ la prima volta che partecipo ad un evento del genere e l’impressione è stata più che positiva. Gli argomenti trattati, anche se con le vignette non c’entravano nulla, erano comunque tutti di mio interesse, che nel web sono immerso fino al collo.

Si è parlato di ottimizzazione e posizionamento, di network, di video, di come scrivere per il web. Il tutto finalizzato sia a migliorare la collaborazione con l’intero staff, sia a migliorare il proprio approccio col web in funzione dei progetti personali.

Gli interventi, brevi e completi, si sono alternati a pause di alcuni minuti attorno ad un ricco buffet.

Ottime l’organizzazione e la gestione dell’evento. Un’intera giornata ben gestita, per nulla pesante. L’ho vissuta come fosse un raduno, divertendomi e imparando.

Sono tornato a casa con un’esperienza in più e con una maggiore consapevolezza delle mie e delle altrui capacità. Oltre che con una maglietta nuova quasi da nerd. :)

Web: un’ignoranza tutta italiana

Pubblicato il gennaio 15, 2008 | Archiviato in Comunicazione, Internet

Cerchiamo di chiarire il concetto di web e come viene percepito in Italia, ossia male, non come dovrebbe esser percepito.

Web è informazione, informazione a 360°, informazione gestita da pagine web, immagini, video e suoni. Un’insieme mostruoso di informazioni in grado di arrivare in un tempo infinitesimo dall’altra parte del pianeta, in grado di essere percepite da milioni e milioni di persone.

Agganciate questo concetto alla vostra attività commerciale, se siete in grado di farlo, se, cioè, gettate nel cestino tutti i vostri (erronei) preconcetti sul web.
E immaginate di avere un negozio o un ufficio davanti a cui passano milioni e milioni di persone.

Non riuscite, però, a percepirne tutto il significato. Vi spiego il perché.

Ignoranza nella comunicazione

In Italia c’è tanta ignoranza, e non poteva mancare certo nella comunicazione. Per la maggior parte delle persone avere un sito internet è una sorta di moda, per altre è un qualcosa di informe, in quanto virtuale, e quindi viene trascurato o mal utilizzato.

Quante volte avete scritto ad un sito e non avete ricevuto risposta? Quante volte l’avete ricevuta dopo una settimana?
Comportamenti assurdi, sbagliati, controproducenti e non certo educati.

Se inserite nel vostro sito la voce “Contatti” è solo per vostro vantaggio e per vantaggio dei vostri potenziali clienti, non perché ci va, perché si deve mettere per forza, perché completa il menu di navigazione.
Avere un sito è, soprattutto, stabilire un contatto fra voi (intesi come azienda, liberi professionisti ma anche semplici appassionati) e i vostri utenti/clienti. Se la pagina “Contatti” fa solo presenza, tutto il sito diventa inutile.

L’esempio delle Poste Italiane

Avete mai provato a scrivere alle Poste Italiane? Esiste la pagina Contattaci. Entrateci.
In un sito come quello mi sarei aspettato un form da riempire, mentre mi ritrovo, oltre al telefono, un indirizzo email su cui cliccare.

Poco male, se quell’email facesse il suo dovere. Ho scritto varie volte a Poste Italiane. Mi rispondono, non certo in giornata, dicendomi di leggere il messaggio allegato.
Aprendo il messaggio, un documento .doc, si legge una frase disarmante. Si invita il cliente a chiamare il numero verde.
Ma allora a cosa serve mettere un indirizzo email nel sito, se comunque per avere informazioni devo chiamare il numero verde?

E’ per questo motivo che ho fatto partire un esperimento, che sapevo sarebbe riuscito. Lo sapevo perché ormai conosco la mentalità informatica italiana.

Sono andato sul sito delle Poste statunitensi: USPS, United States Postal Services. Sono entrato nella pagina “Contact Us“, che è ben diversa dalla pagina “Contattaci” delle Poste nostrane. Con un nutrito menu si cerca il servizio di cui si desiderano informazioni e si possono leggere le FAQ relative. Se non si trova la risposta, si può spedire un modulo.

E così ho fatto io. Mi sono inventato di un viaggio negli USA per tre mesi e ho chiesto se potevo aprire una cassetta postale.
Dopo qualche giorno mi hanno risposto, dandomi tutti i dettagli sulla mia richiesta.

In Italia siamo circa 60.000.000 di abitanti, negli USA sono invece circa 300.000.000. Fate voi un raffronto.

Se per voi questo è un esempio isolato, allora aggiungo che su centinaia di CV che ho inviato ad aziende italiane non ho MAI ricevuto risposta. E mai significa zero.
Dagli USA e dalla Gran Bretagna, invece, mi hanno risposto.

In Italia sono tutti impediti? No, è questione di mentalità.

Scarsa conoscenza del web

In Italia non si può dire che si conosca bene il web. A parte gli addetti ai lavori e gli appassionati, che hanno maturato un elevatissimo numero di ore di navigazione, tutti gli altri lo conoscono poco o nulla.

Il web non si riduce ad una chat, ad un sito di incontri, al download di mp3, suonerie e filmati. Ma è un enorme database di informazioni e, se usato bene, può migliorare una situazione lavorativa, può ampliare le conoscenze professionali, può semplificare il lavoro e la vita di tutti i giorni.

Ma questo concetto, a quanto pare, non entra in testa che a pochi eletti.

Scarsa o nulla considerazione delle potenzialità di internet

Quanti conoscono le effettive potenzialità che offre internet? Pochi. Troppo pochi.

Me ne accorgo dalle richieste di preventivo che mi giungono, me ne accorgo nella vita di tutti i giorni, parlando con chi usa poco questo mezzo di comunicazione.

Per molti avere un sito aziendale è come non averlo. “Mi dica quanto costa, se è troppo lascio perdere.” Se questa è la filosofia, che lasci perdere anche la sua azienda. Chi non sta al passo coi tempi, è condannato a soccombere. Verrà superato da chi invece assimila le nuove tecnologie e le fa sue, ne fa un’arma con cui battere la concorrenza, con cui attrarre nuova clientela.

A conti fatti, un sito internet, per quanto possa costare (sito vetrina, sito di e-commerce, blog aziendale, ecc.) avrà sicuramente un costo infinitamente minore rispetto a quello di un’azienda, di un ufficio, di uno studio.

Quanto costa l’anno mantenere un’azienda? Fatevi il calcolo delle spese di affitto, delle tasse (dalla luce al telefono al fisco), degli stipendi, dei materiali e consumabili per ufficio (computer, carta, inchiostro, ecc.), dei prodotti da vendere, delle spedizioni…
Ecco, un sito internet vi può costare meno di quello che spendete al mese, con tutti i vantaggi che ne consegue.

Quali vantaggi? L’ho scritto prima, quello di essere, innanzitutto, presenti in rete, ossia visibili in tutta Italia a costo zero. La spesa di un sito è ammortizzabile, quella del dominio può costare qualche decina di euro l’anno.

Eppure c’è ancora chi si rifiuta di avere un sito, ma magari spende centinaia di euro l’anno per essere inserito in un database online.

Scarsa considerazione nei confronti degli addetti ai lavori

Il cliente, per definizione, ne sa più del web master“. Questo è un dogma. Deve essere accettato così, senza porsi domande, senza chiedere spiegazioni. E’ una legge di mercato, potrei dire. A questa legge si deve obbedire, pena la perdita del cliente.

Ben venga tale perdita, allora. Il modo di dire il cliente ha sempre ragione non può funzionare sul web. Se il cliente cerca il web master per affidargli la creazione del proprio sito web, significa che il web master è in grado di realizzarlo e il cliente no. Dico bene o non ho torto?

Eppure, a sentire il cliente, il sito deve esser fatto in quella maniera, perché così a lui piace. Poco importa se in quel modo le informazioni non saranno fruibili (con conseguente perdita dell’utenza), poco importa se in quel modo il sito sarà visto bene da un solo browser (con conseguente perdita dell’utenza), poco importa se in quel modo il sito sarà pacchiano e pesantissimo (con conseguente perdita dell’utenza), o, peggio, se sarà difficilmente reperibile nei motori di ricerca (con conseguente utenza zero).

La realizzazione di un sito è vista ancora, purtroppo, come una cosa alla portata di tutti. E’ senz’altro alla portata di tutti mettere in piedi un sito web dal punto di vista tecnico. Oggi ci sono programmi che aiutano moltissimo, ci sono CMS che snelliscono il lavoro.

Ma sviluppare un sito professionale significa possedere determinate conoscenze e competenze, significa conoscere il codice HTML e saperlo scrivere a mano, senza l’aiuto di software, significa conoscere gli standard W3C, per rendere il sito compatibile coi vari browser ed accessibile per quanto possibile, significa saper impaginare un testo affinché sia ben leggibile, realizzare una galleria di immagini leggera e funzionale, ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, creare un menu di navigazione chiaro ed intuitivo.

Come spesso accade, purtroppo, il cliente preferisce affidare l’immagine della sua azienda online al solito conoscente o cugino di esso, che mette in piedi un sito a costi troppo bassi di quelli presenti sul mercato, facendo passare i veri professionisti per “troppo cari” o perfino “esosi”.

Scarsa conoscenza degli strumenti di comunicazione

Nel web sono presenti tanti strumenti di comunicazione, ossia tante diverse strutture che diffondono le informazioni in precise modalità.
Frequentando la rete da svariati anni, ormai, mi accorgo che c’è ancora chi scambia un blog per un forum, il che è come scambiare il proprio diario personale con una pubblica assemblea.
C’è chi commenta post nei blog chiedendo informazioni personali, chi perfino invia nei commenti comunicati stampa…

C’è chi contatta un sito non prendendosi il disturbo di leggere di cosa tratta e scrive messaggi campati in aria.

C’è chi invia comunicati stampa lunghi come articoli, chi usa l’article marketing solo per ottenere link verso il suo sito, scrivendo articoli pessimi che nessuno ripubblicherà, chi non sa distinguere la recensione di un sito da un articolo.

C’è chi usa ancora il testo nascosto per migliorare il suo posizionamento sui motori di ricerca e chi nasconde link a pagamento in frasi disarticolate e poi si lamenta di esser stato penalizzato da Google…

C’è chi mette in piedi un sito aziendale i cui contenuti testuali si riducono a 2-3 frasi striminzite.

C’è sempre la ricerca affannosa dei back link, non importa né come né dove, basta che ci siano back link. Ci sono comunicati stampa che ne contengono perfino oltre 20.

Ecco il metodo di lavoro degli italiani.

Impreparazione tecnica dei rappresentanti le istituzioni

Le istituzioni dovrebbero giocare un ruolo importante, eppure sono rappresentate da personale impreparato che sperpera i soldi pubblici, senza riuscire ad ottenere i risultati prefissati. Basta ricollegarsi al fattaccio di Italia.it… Per non parlare della legge Levi-Prodi… su cui caliamo un velo pietoso.

Quanti siti istituzionali accessibili ci sono nel web? Non rispettano neanche gli standard W3C. Quanto sono fruibili le informazioni nei siti istituzionali? Quanto risulta difficoltoso effettuare una ricerca in quei siti?

Chi rappresenta le istituzioni deve essere preparato o affidare l’incarico a chi ne ha la preparazione tecnica. Non basta essere un ministro, se tale ministro non conosce a fondo le problematiche della rete e le sue potenzialità.

Conclusione

La conclusione potrebbe essere scritta da voi…

ADSL Telecom: così non va

Pubblicato il febbraio 8, 2007 | Archiviato in Internet

Come avevo scritto nel post del 6 dicembre sono poi passato all’ADSL Alice 4,8 mega. Da dopo la metà di gennaio, però, sono ricominciati i problemi, dapprima sporadici adesso continui: sono connesso ma non navigo, sono connesso ma non scarico posta, questo sito si apre quest’altro no.

La settimana scorsa ho richiamato quindi l’assistenza, che ovviamente non ha risolto il mio problema.

Oggi la richiamo, alterato quanto basta (è da settembre che sopporto l’inefficienza Telecom). La signora mi chiede se ho toccato i DNS… perché sono i DSN il problema. DNS che ho dovuto inserire da me altrimenti non avrei navigato per niente.

Mi fa fare delle prove, aprire i siti di alice, e così via.

Poi mi manda sul sito Alice ti aiuta. Vi invito a visitarlo, così vi renderete conto meglio di questo colosso della telecomunicazione che è Telecom. Tutte le pagine del sito hanno soltanto link sponsorizzati. E ci ho messo un po’ di tempo a farlo capire alla signora dell’assistenza che in quel sito non ci poteva essere nessuna informazione, nessun aiuto.

Qundi mi fa attendere e dopo qualche minuto mi fa tornare sul sito alice.it, alla pagina dell’assistenza. Il problema sono i DNS, ma l’assistenza non può fornirmeli. Il perché si ignora. Devo leggermi tutto quello che c’è scritto in quella pagina, cosa che ho fatto senza giovamento.
I problemi restano.

Mi domando: ho l’ADSL Telecom dal 2001, perché soltanto negli ultimi mesi ci sono questi problemi? Perché la Telecom non fa nulla per risolverli? Perché il cliente che ha problemi non viene assistito? Perché non chiudono il 187 visto che non serve a nulla? Perché esiste la Telecom?

La caccia a nuovi fornitori di ADSL è cominciata.

Alice ADSL 20 Mega…

Pubblicato il dicembre 6, 2006 | Archiviato in Internet

… l’ADSL che non funziona.

A luglio sono stato chiamato dalla Telecom per avere questa offerta. In quel momento avevo Alice Flat 4,8 Mega, che non mi ha mai dato problemi. Avrei pagato poco di più al mese e così accettai.

Ad agosto non ci sono stato, quindi non so se l’ADSL ha funzionato o meno, ma da settembre, tutte le settimane, per 1/2 giorni la mia ADSL non funziona.

Che significa? Significa che sono connesso ma non navigo quasi per niente né scarico la posta.

Un esempio di efficienza dell’assistenza Telecom mi è capitato i primi giorni di settembre. Ho formattato il computer ed installato Windows XP Professional. Ho quindi reinstallato tutti i programmi, modem ADSL compreso. E sono cominciati i problemi. Mi connettevo ma non navigavo in nessun sito né scaricavo la posta. Aprendo il browser, per un attimo, si leggeva sulla barra inferiore “dnserror“. Così ho telefonato al 187 e mi hanno mandato il giorno dopo il loro “tecnico“.

Il “tecnico” ha lavorato per 2 (due) ore tra la sede e casa mia, senza riuscire a capirci niente. Gli ho anche detto della scritta che si leggeva sulla barra inferiore del browser, riguardo ai DNS. Alla fine se ne è andato dicendo che il problema era nel mio computer, che la porta USB non era installata…
Ma se la porta USB non è installata non dovrebbe esserci comunicazione fra modem e computer, quindi non dovrei connettermi, invece mi connettevo!

Fortuna volle che in quei giorni era in Italia un mio amico che vive in Nuova Zelanda, che in capo a mezz’ora è riuscito a far funzionare l’ADSL, e non è un tecnico di telecomunicazioni. Il problema non era la mia porta USB, ma appunto i DNS, che andavano impostati nella rete LAN.

I problemi non finiscono. Qualche giorno dopo non riesco a navigare e scaricare la posta. Così chiamo il 187 che entro 48 ore provvederà al mio problema.

Sono costretto a chiamare il 187 svariate volte, poiché tutte le settimane ho questo problema. Mi fanno disinstallare il modem e reinstallarlo, ma la settimana successiva il problema persiste. Così una dell’assistenza mi dice che è questa ADLS a 20 Mega che ha problemi e mi consiglia di tornare alla 4,8 Mega

La settimana successiva un altro della cosiddetta assistenza mi dice che l’ADLS non ha problemi e mi fa nuovamente disinstallare e reinstallare il modem, e la settimana dopo ancora una ragazza mi fa inserire la spina USB del modem in un’altra porta…

Comincio così a pensare che questi siano solo palliativi per mascherare un servizio che non funziona.

Non ricordo più le volte che ho chiamato il 187, per non risolvere nulla alla fine, poiché i problemi si verificano ogni settimana. Ultimamente va anche peggio, da venerdì 1 dicembre a lunedì 3 non ho navigato quasi per niente e oggi mercoledì 6 dicembre idem…

Questa volta ho parlato non con l’assistenza che non assiste ma col commerciale, e ho chiesto di tornare alla 4,8 Mega.

Se si verificheranno problemi anche con quella, dovrò cercarmi un altro fornitore di ADSL.

E ne esistono, grazie a Dio.

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