Come scrivere i contenuti di un sito web

Pubblicato il Dicembre 7, 2009 | Archiviato in Contenuti

I contenuti sono, purtroppo, la parte più trascurata di un sito. E il bello è che un sito è fatto di contenuti, senza i quali il sito stesso non avrebbe ragion d’essere.

Eppure ciò che un cliente trascura più di ogni altra cosa sono proprio i contenuti del suo sito, lasciati per ultimi, lasciati in un angolo a volte, lasciati incompiuti persino.

La bellezza grafica del sito non è nulla senza i contenuti. E’ come avere una bella donna senza cervello. Dopo averci giocherellato per un po’, si accantona per cercarne un’altra.

E’ così che dovete vedere il vostro sito: una bella donna con un buon cervello. L’utente ne resterà conquistato. Per lui non sarà il trastullo di una serata, ma un matrimonio a vita.

Progettazione

I contenuti vanno progettati. Fanno parte della progettazione del sito. Progettare un sito significa pianificarne i contenuti in base alle esigenze del sito stesso e dei suoi futuri utenti.

Provate a rispondere a queste domande:

  • A che mi serve il sito?
  • Di che cosa deve parlare?
  • Che sviluppi futuri dovrà avere?
  • Quali informazioni troverà l’utente?

Progettare un sito non significa imparare a memoria la struttura minima di navigazione: home, contatti, servizi/prodotti, profilo aziendale. Progettare un sito significa renderlo unico nel suo genere, appetibile per il cliente, utile, informativo, navigabile, remunerativo.

La pianificazione dei contenuti deve essere la prima fase della progettazione: stabilire quante informazioni fornire all’utente al lancio del sito, quante in seguito e con quale periodicità.

Alla fine della vostra pianificazione avrete un elenco di testi da scrivere.

Non resta, a questo punto, che aprire il proprio programma di scrittura preferito e scrivere. O, meglio, far scrivere a chi è del mestiere.

Elaborazione del testo

La presentazione del testo all’utente è un altro elemento fondamentale per la riuscita del sito. Quando si scrive un testo per il web bisogna tenere presente che quel testo non sarà stampato in una rivista, ma letto a schermo. Quel testo non sarà acquistato in edicola, ma trovato su un motore di ricerca.

Ecco alcuni concetti da imparare a memoria prima di scrivere un testo per il web:

  • Leggibilità: il testo deve essere leggibile. Non usare font particolari, ma solo quelli standard. Non usare colori chiari su fondi bianchi, ma ottenere il massimo contrasto. Non usare caratteri microscopici, ma una grandezza facilmente leggibile.
  • Ottimizzazione: un testo deve essere informativo per l’utente e deve essere trovato facilmente da un motore di ricerca. Non scrivere testi striminziti. Non scrivere per i motori di ricerca. Bisogna scrivere per gli utenti.
  • Tipografia: l’aspetto del testo riveste un altro grande ruolo nei contenuti di un sito, poiché rappresenta a tutti gli effetti la sua presentazione grafica al lettore e al cliente. Come una locandina viene curata graficamente per rendere piacevole la lettura e catturare l’attenzione del pubblico, così una pagina web deve essere curata in modo da incuriosire il lettore. Grassetti, corsivi, link vanno inseriti nel testo, con parsimonia, per renderlo più completo.
  • Linguaggio: la lingua italiana ha delle regole che devono essere rispettate. Non è ammissibile pubblicare contenuti con errori grammaticali, di ortografia o anche solo di battitura.

Scrivere per il web non è come scrivere per la carta stampata. Ci sono altre regole, perché è diversa la modalità di lettura e di presentazione del testo.

Republication: la moda del dolce far niente

Pubblicato il Giugno 29, 2009 | Archiviato in Contenuti

Realizzare un sito è frutto di studio e lunga fatica. Realizzare un sito è anche frutto di conoscenze, sia dell’argomento da trattare che del linguaggio italiano. Saper scrivere non è da tutti, così per molti è più semplice copiare, sfruttando il lavoro e le capacità altrui.

In un’epoca come questa, in cui c’è crisi economica ma non certo di informazioni in rete, ci si imbatte spesso- troppo spesso, per i miei gusti- in siti che non offrono nulla, pieni di contenuti ma in realtà senza contenuti.

Sto parlando di quei siti che vengono di solito chiamati aggregatori di contenuti. Sto parlando della nuova moda della republication, ripubblicazione di contenuti altrui, di un loro estratto almeno. Sto parlando del dolce far niente, catapultato online e trasformato in business.

Feed RSS: l’arma del ripubblicatore

Che cosa sono questi benedetti feed di cui tutti si appropriano? Un feed è un’unità di informazioni, un file testuale che contiene una serie di informazioni: titolo della risorsa, estratto del contenuto, descrizione e link. Gli RSS sono il formato per la distribuzione dei feed.

Abbonarsi al feed di un sito significa poter ricevere gli aggiornamenti di quel sito. Non è più necessario visitare spesso quel sito per vedere cosa c’è di nuovo. Una sorta di moderna newsletter.

L’uso dei feed è privato, comunque. Per ripubblicare, ridistribuire anzi, un feed bisognerebbe chiedere il permesso al proprietario.

Il ripubblicatore, o republisher, moderna figura che opera nel web, si appropria dei feed di vari siti e costruisce un sito- chiamato erroneamente aggregatore di feed o, peggio ancora, valorizzatore di contenuti…- ripubblicandone i feed.

Ho trovato poco tempo fa un sito che si vantava di avere all’attivo oltre 500.000 “articoli” (tra cui parecchi miei…), presi da qualche migliaio di feed.

Il contenuto come valore aggiunto?

No.

Il contenuto come unico valore. Così almeno dovrebbe essere. Il risultato della republication è un aumento della spazzatura all’interno delle pagine dei risultati. L’utente, almeno il meno esperto, non sa più su cosa cliccare, si ritrova una serie di pagine con lo stesso titolo: quale sarà quella giusta?

Sì, d’accordo, da queste pagine accederà comunque al testo originale. Ma resta il fatto che i risultati delle sue ricerche saranno sporcati da link inutili.

Il contenuto di un sito non è più visto come un valore da offrire all’utente, ma come un elemento in più. L’importante è produrre contenuti fittizi, per guadagnare con affiliazioni, annunci Google e pur sempre qualche link da inserire qua e là verso un altro sito.

Il futuro del web

Il web sarà sempre più intasato da informazioni inutili, da contenuti di poche righe che non offriranno all’utente alcuna utilità.

Sarà sempre più difficile per i navigatori trovare validi contenuti in rete. Emergere fra la spazzatura sarà uno dei traguardi dei siti nascenti che, oltre a dover competere con forti concorrenti, dovranno vedersela anche con i falsi valorizzatori di contenuti.
Con centinaia di aggregatori.
Con ondate di republications.

Link rivelatori

Pubblicato il Ottobre 28, 2008 | Archiviato in Contenuti

Siamo di nuovo al furto dei contenuti, un’operazione che fin troppo spesso viene effettuata nel web, perché- dovete saperlo- molti sono convinti di questi due principi:

  1. nel web tutto è di tutti
  2. nel web ci si può nascondere facilmente.

Il primo principio non è completamente errato né completamente giusto: nel web tutto è condivisibile da tutti, nel senso che tutte le informazioni che vi si trovano possono essere assimilate da chi le legge. Ma non se ne può certo fare un uso improprio.

Il secondo principio è estremamente falso: per quanto possa essere grande ed esteso il web, per quanti miliardi di pagine possa contenere, ogni pagina dista dall’altra un semplice click.

Passiamo adesso ai fatti, dopo una doverosa premessa.

Tempo fa una web designer mi copiò il testo della mia home page. Le dedicai un articolo con link, ed ella modificò il testo. Tutto finì con un amichevole scambio di battute.

Questa volta, però, non si tratta di una persona con poca esperienza, ma di una cosiddetta “web agency”. Questa volta non mi hanno copiato il testo di una landing page (d’accordo, quella che ho in home non è una landing), ma la pagina delle faq

Ora io mi domando e dico: ma come si può essere così a corto di fantasia da non riuscire a scrivere le faq?

Il lato comico è che questi signori, fra i loro servizi, includono il copywriting… Immagino che testi propongano ai loro clienti. L’altro lato comico è il nome di questa agenzia: Creative Agency. Sull’Agency nulla da eccepire, sul Creative invece…

Non voglio infierire sull’ottimizzazione delle loro pagine (title e url per primi).

Come ho scoperto il furto, questa volta? Da un link (rivelatore). Dal pannello di controllo ho visto che c’era un nuovo link verso il mio sito e sono andato a vedere chi mi avesse fatto questo favore… Immaginate la mia faccia quando ho visto le mie FAQ su un altro sito!

Ma dove si trovava questo link? Si trovava- e si trova tuttora- proprio nelle faq! Hanno copiato tutto il mio testo portandosi dietro il mio link. Se provate a cliccare sulla parola “contattateci”, alla fine del testo, giungerete alla mia pagina dei contatti: http://www.creativeagency.it/napoli-siti-web-faq.asp. :)

Io penso proprio di non agire, questa volta. E voi, che cosa fareste?