Come iscriversi a una newsletter
Pubblicato il novembre 23, 2010 | Archiviato in Internet
Sembra strano scrivere un articolo come questo alla fine del 2010. Internet è nata da parecchi anni, ormai, e praticamente tutti sanno come iscriversi a una newsletter.
Eppure non è così chiaro. Né così semplice. Voi direte che esistono gli spammer, quindi è più che normale trovarsi iscritti a una newsletter. Ma esistono gli spammer non consapevoli. Una sorta di non-spammer che vagano per il web, autorizzandosi a iscrivere chiunque gli capiti a tiro alle loro interessanti newsletter.
Questa gente si trincera dietro una fantomatica legge che sembra proteggere voi che siete stati iscritti e loro che vi hanno iscritto. Niente di più falso.
Alla fine di queste newsletter imposte possiamo leggere messaggi come questo:
ATTENZIONE
Questo messaggio include la possibilità di essere rimosso da invii ulteriori.
Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio ci sono stati comunicati espressamente per nostra richiesta o provengono da richieste di iscrizioni pervenute ai siti dei nostri partner o da elenchi e servizi di pubblico dominio pubblicati in Internet, da dove sono stati prelevati, o da messaggi e-mail a noi pervenuti in conformità alla Legge 196/2003, nel rispetto del trattamento di dati personali.
Se Lei ha ricevuto il messaggio accidentalmente la preghiamo di scusarci.
Per essere cancellati dal nostro elenco si prega di inviare una e-mail con oggetto “UNSUBSCRIBE”
Grazie per la comprensione
Cordiali Saluti
Questo testo avrebbe un senso soltanto qualora noi avessimo sottoscritto volontariamente una newsletter, altrimenti si incorre nel reato di spam. Non è possibile inviare email a scopo commerciale se nessuno le ha chieste.
Il fatto singolare in tutta questa faccenda è che qualcuno prende a male le mie diffide antispam. Sul blog di Attivissimo potrete trovare un testo da spedire agli spammer italiani, per scongiurare ulteriori invii di newsletter non gradite.
A queste diffide, che io mando ogni volta ricevo un’email del genere da parte di un italiano, molte volte ricevo risposte risentite. Insomma i non-spammer si sentono offesi. D’altra parte, essendo iscritti a tre mie siti, si sono sentiti in dovere di iscrivere me alla loro newsletter. Logico, no?
La beffa, invece, oltre al danno di aver ricevuto email fastidiose, è l’invito finale a cancellarsi dalla newsletter. A cui io rispondo: “Cancellami tu, che io non mi sono mai iscritto”.
Come iscriversi a una newsletter in sette passi
- Entrare in un sito volontariamente.
- Ammirare quel sito per i suoi contenuti interessanti.
- Cercare e trovare (eventualmente) il campo per iscriversi alla newsletter.
- Inserire il proprio indirizzo email e talvolta anche il nome.
- Cliccare su Invio.
- Ricevere sulla propria casella di posta elettronica l’email di conferma.
- Cliccare sul link per confermare la propria registrazione alla newsletter.
Non esistono altri metodi per iscriversi a una newsletter. Non volontari né legali, almeno.
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Che cos’è l’ottimizzazione SEO?
Pubblicato il novembre 11, 2010 | Archiviato in Seo e posizionamento
Ho letto in un articolo scritto da un presunto SEO di questo nuovo tipo di ottimizzazione. Leggendo poi nel suo sito, ho scoperto che l’ottimizzazione SEO è proprio uno dei servizi offerti da questo specialista del web.
Quello che mi chiedo sempre, in occasioni come questa, è se chi scrive sappia di cosa sta parlando. Se chi offre un servizio a un cliente sappia che cosa sta offrendo. E se il cliente, da parte sua, sappia che cosa sta acquistando.
SEO è un acronimo, ossia una sigla. L’abbreviazione, quindi, della frase inglese Search Engine Optimization. Ottimizzazione per i motori di ricerca.
Stando, quindi, a quanto affermato dallo specialista SEO, il servizio offerto è l’ottimizzazione dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Che non significa niente.
Eppure basta fare una ricerca precisa per la chiave “ottimizzazione seo” e vedere quanti bei risultati sforna Google. Farsi un’idea di quanta gente c’è nel web che non sa di cosa sta parlando, che non conosce il proprio lavoro eppure lo offre, e magari a peso d’oro.
Chi si occupa di ambiente SEO dovrebbe innanzitutto conoscere la lingua italiana e anche quella inglese, visto che determinate materie e tecniche sono state inventate nella terra di Obama. Non dovrebbe affidarsi al sentito dire, all’immaginazione.
Il web non è fatto di immaginazione, ma di nozioni. E le nozioni si imparano sul campo. E con gli anni.
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